giovedì 31 ottobre 2013

Ma chi è Robert PARKER?

Ma chi è Robert PARKER?
È una domanda che ieri sera ho sentito fare in modo sarcastico ad un piccolo produttore di vino definito "artigiano" e produttore, a mio modesto avviso, di vini di indubbio pregio tali proprio per la loro "ereditaria artigianalità".
La domanda di cui sopra ha riesumato in me vecchi pensieri avuti quando una quindicina di anni fa decisi di dedicarmi hobbisticamente al mondo del vino, proprio perchè pensai la stessa cosa sentendo come ne parlavano alcune persone che mi impartirono le prime lezioni nel campo della sommellerie.
Ma chi è Robert PARKER?
Qualcuno mi spiegò che fare questa domanda era come dire chi fosse stato Mike BUONGIORNO per la diffusione della televisione in Italia e quella fu la molla che fece scattare in me il desiderio di conoscenza del PARKER pensiero.
Non mi dilungo nel raccontarVi le mie ricerche ma vi dico quali furono le mie conclusioni delle quali sono tutt'oggi convinto.
Persona molto professionale e di indubbia competenza in materia vino. Aprezzabili le sue degustazioni e i suoi metodi degustativi, invidiabile disponibilità, in tutti i sensi, al viaggiare per conoscere quelle realtà vitivinicole da lui esaminate e questi per me sono tutti pro. Ma proprio tutto questo ha scaturito in me un'altra domanda, alla quale non ho mai avuto risposta o forse la risposta è così banale e per questo non considerata, Perchè esistono quelli come Robert PARKER? Non solo in ambito Eno...Culturale? Ormai tutti gli ambiti hanno bisogno di chi detti i parametri e tracci le linee guida chi a posto nostro faccia sforzi e ci semplifichi la vita chi sia considerato più di quello che è perchè poi gli altri devono riempirsi la bocca di parole non proprie. E allora? Personalmente vi dico che continuerò a mettere il naso nel bicchiere primo per emozionarmi, poi per conoscere il prodotto è chi lo ha concepito, eppoi forse per raccontarlo. E Robert PARKER? Beh..... non sarà mai nel vino che degusto!

Salvatore LANDOLFO

domenica 27 ottobre 2013

Un Vino Verticale

Pepella, Ginestra e Biancatenera......Totò, Peppino e a Malafemmena......
Un trio che sicuramente non darebbe lo stesso effetto prendendo i protagonisti singolarmente. Un vino che noi amiamo inserire nella schiera dei vini verticali, cioè che stanno in piedi da soli, in questo caso se qualcuno tenterebbe di dargli una mano lo farebbe "cascare" tra i soliti vini standard. C'è poco da "degustare" c'è poco da raccontare ogni commento sarebbe riduttivo. Dal colore giallo paglierino scarico con una particolare brillantezza, effluvi olfattivi unici dalla macchia mediterranea agli agrumi una complessità di profumi primari (provenienti dalla materia d'origine) ben integrati dai secondari (provenienti dalla lavorazione). Al gusto un sorso, un altro, un altro ancora bellissima acidità e struttura che conferisce al vino ua lunghezza gustativa e un retro olfatto unico. Il vino va bevuto giovane in questo caso l'annata era la 2012 ma anche annate vecchie tengono bene la "verticalità".
Ah dimenticavo il vino si chiama Bianco di Monte di Grazia è prodotto "interamente" a Tramonti (SA) dall'Azienda Monte di Grazia di Alfonso Arpino con consulenza di Gerardo Vernazzaro (nostro amico per questo parliamo bene del vino).
Adesso Napoli - Toro "chiama" .... purtroppo per parecchi io sono di fede Granata......

Salvatore LANDOLFO

Blogging libero...... pensieri "scappati"

..... è da un po di tempo che mi frulla in testa ..... è da un po di tempo che rifletto sul mio "status" nel mondo dell'enogastronomia ...... della serie tutti mi chiamano, tutti mi cercano ma nessuno mi vuole ..... nel mio passato enogastronomico vi sono tante buche e tantissime soddisfazioni tra Associazioni, "invenzioni goliardiche", qualcuno direbbe tra Sorsi & Morsi, esercitando sempre con la massima trasparenza e con il solo movente dell'amicizia e del voler promuovere i buoni prodotti e la gente che li realizza. Qualche volta ho pure imprecato dandomi del codardo per non aver avuto il coraggio di saltar la staccionata di passar "professionista" ..... ma ad oggi, pero, soddisfatto e senza rammarichi del fatto che di qualsiasi cosa mi sentirete "parlare" scaturisce dal fatto che ha provocato in me un emozione anche se "da poco" ...........

Salvatore LANDOLFO

martedì 22 ottobre 2013

Andar per Taurasi



domenica scorsa (20 Ottobre 2013) , con mia moglie Imma siamo stati a Castelvetere sul Calore in occasione della kermesse "Andar per Taurasi".
La giornata era stupenda, cielo terso, clima mite da primavera avanzata ed il borgo con il castello una piccola bomboniera. Paesaggio splendido con panorama mozzafiato.
Non c'era il pubblico delle grandi occasioni, ma molte cantine erano aperte ed era possibile visitarle accompagnati da navette messe a disposizione dell' organizzazione.
Non tutti i vini dei produttori di Taurasi erano presenti in degustazione ai banchi ( penso meno di venti) ma ci sono stati due laboratori interessanti ai quali abbiamo partecipato.
Il primo riguardante una degustazione di pecorini Laticauda abbinati a vini Grecomusc dell' unico produttore " Contrade di Taurasi ". E' stata realizzata una mini verticale in quanto ci hanno proposto i vini delle annate 2012-2011-2009 ( il 2010 era esaurito).
E' stata una bella sorpresa scoprire questo vitigno: bei profumi fermentativi non invadenti ( utilizzo di lieviti indigeni) per il 2012 per arrivare ad una grande mineralità del 2009 passando per un 2011 ben equilibrato. Al gusto una bella persistenza con sapidità e freschezza gradevolissima.
Il piatto forte, per quanto riguarda le degustazioni di vino, è stata la degustazione dell'annata 2003 degli aglianici delle tre zone più vocate e precisamente :
-IRPINIA : Radici ( Matroberardino), Taurasi Vigna macchia dei Goti ( Caggiano), Taurasi Cinque Querce ( Molettieri)
-BENEVENTANO : Bue Apis (Cantine del Taburno), Grave Mora ( Fontanavecchia), Terra di Rivolta ( fattoria di Rivolta)
-BASILICATA : La Firma ( Cantine del Notaio), Re Manfredi ( Giv terre degli Svevi), Don Anselmo (Paternoster)
La degustazione condotta da Luciano Pignataro ( Slow Wine ) e Maria Sarnataro ( AIS ) aveva due scopi e precisamente:
-1)  verificare se l'annata 2003 ritenuta annata calda avesse influito sulla bontà di questo vigneto (Aglianico) specialmente in termini di longevità;
-2) confrontare le pecularietà del vitigno proveniente dalle tre zone più vocate.
Ebbene, a mio parere supportato anche dai pareri dei conduttori si è notato che:
-siamo comunque in presenza di un grande vino proveniente da una grande uva;
-quando si parla di annata calda si generalizza troppo ed ogni singolo territorio ha la sua pecularità fino ad arrivare alle singole particelle di territorio ed al sapiente lavoro dei produttori;
-si è riscontrato che i vini basilischi erano quelli più tendenti al maturo, sia come colore che come profumi ed anche al gusto,
-i beneventani si difendono molto bene, specialmente il Grave Mora , un pò più andante il Bue Apis. mentre gli avellinesi esprimevano ancora segni di gioventù, sia nel colore (ancora tendente al rubino) che nei profumi (ancora presente la frutta) che al gusto con freschezza e tannini eleganti. Uno su tutti, per me, Taurasi Vigna Macchia di Caggiano ed a seguire il Muscoloso Molettieri con il Taurasi Cinque Terre.
Che dire, è stata proprio una bella giornata abbiamo avuto l'occasione di assaggiare anche la bruschetta con Caciocavallo impiccato e salsetta di Tartufo Nero e castagne arrostite, inutile dire accompagnate da Taurasi. A fine serata un pizzico di folk con la Tarantella Montemaranese.
Unico neo al ritorno... blocco sull' autostrada per oltre un'ora per lavori, ma ci è servito per smaltire ......

Gaetano&Imma

venerdì 18 ottobre 2013

DALL'UVA ALLA BOTTIGLIA


UN’ESPERIENZA SENSORIALE UNICA E INDIMENTICABILE.
NEL MIO VAGABONDARE ENOGASTRONOMICO HO PROVATO TANTE SENSAZIONI NUOVE, SUGGESTIVE, PIACEVOLI E RARAMENTE ANCHE QUALCHE DELUSIONE. L’ESPERIENZA FATTA SABATO SERA, 12 OTTOBRE SCORSO, PRESSO IL SALOTTO SENSORIALE DELLA “ENOTECA LUCIA” IN QUEL DI S.MARTINO VALLE CAUDINA (AV) E’ STATA VERAMENTE UNICA. 
IL TEMA DELLA SERATA CONVIVIALE ERA: “ANALISI SENSORIALE DELLE UVE DA VINO.” DAVANTI AD OGNI POSTAZIONE DEI PARTECIPANTI ERANO COLLOCATI DUE BICCHIERINI CON PEPITE DI UVA BIANCA E NERA (AGLIANICO E FALANGHINA), PIU’UNA SCHEDA QUESTIONARIO PER FISSARE LE PROPRIE IMPRESSIONI.


SAPEVO E SO CHE BERE, O MEGLIO DEGUSTARE VINI SIGNIFICA INNANZITUTTO CONOSCERE UN PO’ LA STORIA DI QUEL VINO: VITIGNO, TERRENO, METODO DI COLTIVAZIONE, DI VINIFICAZIONE ECC. IN BREVE BISOGNA CONOSCERE E CAPIRE PER APPREZZARE E GIUDICARE.
NON SAPEVO INVECE CHE LA BOCCA E’ UN EFFICIENTE LABORATORIO SEMPRE IN FUNZIONE E CHE LE PRIME VALUTAZIONI PER OTTENERE UN RISULTATO FINALE PIU’ CHE SODDISFACENTE PARTE DAL SUCCHIARE L’UVA. E’ CIO’ CHE FA UN BRAVO ENOLOGO QUANDO VA IN VIGNA.L’ESPERTO CONOSCE LA TERRA, IL TERRITORIO MA SA ANCHE CHE UN VITIGNO CAMBIA DA ZONA A ZONA, DA AMBIENTE AD AMBINTE, DA ESPOSIZIONE AD ESPOSIZIONE TANTO DA AVERE SPESSO PRODUZIONI DIFFERENTI COME SE FOSSERO VITIGNI DIVERSI. ECCO ALLORA CHE L’ESPERTO VA IN VIGNA A SUCCHIARE L’UVA.ED E’ QUELLO CHE ABBIAMO FATTO NOI SOTTO L’ESPERTA GUIDA DELL’ENOLOGA DOTTORESSA TIZIANA SIANI.


ABBIAMO FATTO UN’ANALISI SENSORIALE PER ARRIVARE AD UNA DEGUSTAZIONE OTTIMALE DOVE SONO STATI COINVOLTI TUTTI SENSI INCLUSO LA VISTA.UN’ANALISI SENSORIALE DELLE UVE PER COMPRENDER LA DISLOCAZIONE DI DIFFERENTI COMPOSTI ALL’INTERNO DELL’ACINO E CAPIRE QUANTO LE TECNICHE DI VINIFICAZIONE INCIDONO SULL’OTTENIMENTO DEL VINO FINITO. 
UNA ANALISI ORGONOLETTICA DELLE VARIETA’ CHE ABBIAMO SAGGIATO INIZIAVA CON LA : 
*VALUTAZIONE DELL’ACINO: COLORE - RESISTENZA AL DISTACCO DEL PENDUCOLO.
*VALUTAZIONE DELLA POLPA: CAPACITA’ DI SEPARAZIONE DELLA POLPA –DOLCEZZA - ACIDITA’ - AROMA. 
*VALUTAZIONE DELLA BUCCIA: MASTICABILITA’ - ASTRINGENZA E SUA PERSISTENZA – AROMA. 
*VALUTAZIONE VINACCIOLI: COLORE – ASTRINGENA E SUA PERSISTENZA. 

IL TUTTO SIA CON ACINI DI UVA BIANCA CHE DI UVA ROSSA. UN APPROCCIO AL VINO FATTO CON AMMIRAZIONE, UMILTA’ E SCIENZA CHE AIUTA, CHE PERMETTE DI DEGUSTARE E GODERE DEL PIACERE DI APPREZZARE I PROFUMI, I SAPORI, LE PERSISTENZE AROMATICHE DI UN VINO. 
AL TERMINE DELLA DEGUSTAZIONE GUIDATA CI ATTENDEVA UNA CENA A TEMA CON VINI DI FALANGHINA ED AGLIANICO DEL TERRITORIO. ANCHE IN QUESTA SECONDA PARTE DELLA SERATA IL MOTIVO PREDOMINANTE ED EMOZIONANTE E’ STATA L’UNICITA’. 
L’ANFITRIONE LUCIA OLTRE ALLA SUA PROVERBIALE OSPITALITA’ CI HA DELIZIATI CON CIBI GENUINI, LOCALI, SAPOITI MA…ORIGINALI
ABBIAMO DEGUSTATO:
INSALATINA ALL’UVA E NOCCIOLE RINFORZATA DA SCAGLIE DI FORMAGGIO PARMIGIANO;
CROSTINI DI PANE CON UVA E MASCARPONE; 
FOCACCIA ALL’UVA; 
SCIALATIELLI CON UVA E SPECK;
DOLCE A TEMA. 
LA BRAVURA DELLO CHEF LUCIA CIOFFI HA AGGIUNTO UNA NUOVA PERLA AL SUO SALOTTO SENSORIALE CHE DI PER SE’ E’ACCOGLIENTE, RILASSANTE ED EMOZIONANTE.


Michele DI VINCENZO

giovedì 25 luglio 2013

Istantanea di un Territorio ..... note personali di degustazione

Istantanea di un Territorio
(I Campi Flegrei) La Falanghina.
Mercoledì 24 Luglio 2013
Azienda La Sibilla
Karen Phillips
(Mostra fotografica)

Grotta del Sole (FMartuscielloJr)
Agnanum (RaffaeleMoccia)
Cantine Astroni (GVernazzaro)
La Sibilla (VDiMeo)

Aver in passato "calpestato" queste 4 vigne rende ancora più suggestiva la degustazione.
Snapshot di KPhillips introduzione con slang inglese del suo rapporto/conoscenza con i 4 produttori/enologi.
GVernazzaro film flegreo con protagonista la collaborazione tra questa 4 Aziende.Strappare terra alla cementificazione.
Colle Imperatrice 2012 (spiccata salinità) acidità, minerale al naso
Agnanum 2011 (spiccata salinità) bel fruttato dolce. Vigne ultracentenarie sottolinea terreni vulcanici sciolti ed in pendenza.
Coste di Cuma 2011 (fermentata in legno) leggera astringenza sentori "internazionali" ottima lavorazione sottolineata da GVernazzaro.
Cruna del Lago 2011 l'acidità sovrasta la sapidità, naso fruttato maturo, miele, leggermente più carico di colore. La freschezza dovuta allo scambio termico e alla ventilazione dovuta alla lingua di terra circondata dal mare.
Agnanum campione da vasca 2012 (anteprima) frutta croccante molto presente, sapido, fresco.
Coste di Cuma 2007 ancora longevo altri 4-5 anni notevole struttura (acida) leggera astringenza.
Strione 2009 giallo oro per la macerazione
Anarchia vinicola. Su cratereAstronia 1800/2000 mg di potassio. Progetto partito nel 2006 , macerazione con le bucce. Annata piovosa solo 1400 bottiglie su 5000 degli altri anni. Macerazione non completa come per annate precedenti ora è il metodo adottato.
Domus Giuli 2009 giallo oro idrocarburi, fruttato, macerazione per 5 mesi a temperatura controllata 27/30ºC. Alto estratto (34).
Agnanum 2003 giallo oro cristallino/brillante fresco, leggermente sapido, frutta matura.

Salvatore LANDOLFO

domenica 28 aprile 2013

Il Fiano delle cantine di Lapio per la prima volta in rassegna completa all’enoteca Capobianco - Montemiletto, 27 febbraio. Slow Wine Event......

Il Circolo della Degustazione, continua la sua attività eno-culturale anche fuori provincia, più precisamente nel Comune di Lapio, in provincia di Avellino, culla di un grande vitigno dal quale nasce l’omonimo vino: il Fiano. L’evento, tenutosi presso l’Enoteca Capobianco in Montemiletto, vedeva, per la prima volta, uniti ad un solo tavolo, otto piccole grandi aziende produttrici di Fiano, che con le loro dorate e calde eccellenze hanno ben riscaldato una serata dal clima freddo, tipicamente irpino. Il Comune di Lapio è considerato la Capitale del Fiano. Storicamente serbatoio vinicolo per la città di Napoli, nel corso degli anni ha saputo affinare la produzione, mantenendo intatti quei legami con il territorio che oggi ne fanno il fiore all’occhiello di tutta la Campania per la produzione di uno splendido “oro” in fusione.



In origine, il Fiano, era un vino filtrato, destinato alla conservazione per lungo tempo, dimostrazione di grande struttura intrinseca nel vitigno. Il terreno si presenta prevalentemente argilloso, un’argilla scura con presenza di molti ciottoli, che assicura una buona capacità di trattenimento delle acque, utile soprattutto nelle estati, che qui, in irpinia, sono abbastanza secche e caratterizzate da elevate escursioni termiche, tutto a vantaggio dell’acidità e della freschezza aromatica che caratterizza questo vitigno. I vigneti si trovano in un areale la cui altitudine oscilla tra i 450 e 500 MSL; si trovano tutti nel comune di Lapio e il sistema di allevamento è, per tutti, a spalliera. Altra caratteristica che accomuna tutti i produttori è l’uso esclusivo, in lavorazione, dell’acciaio e della pressatura soffice con raccolta ad ottobre inoltrato. Tutte le aziende, i cui produttori erano presenti, sono a conduzione familiare ed hanno vivamente manifestato l’intenzione di intraprendere un percorso che veda al centro un processo di integrazione nel settore marketing, per meglio affrontare le sfide che il mondo globale richiede. In rappresentanza del Circolo, insieme al sottoscritto, era presenta l’amica e collega Sommelier Lucia Cioffi che ha seguito e curato gli aspetti tecnici della degustazione.



Carmine Guida



GLI ASSAGGI

COLLI DI LAPIO
SENZA DUBBIO QUELLO CHE HA EVIDENZIATO MAGGIORMENTE IL CARATTERE DELLA GIOVINEZZA, NON SONO CERTO QUESTI, GLI ANNI MIGLIORI DELLA SUA VITA . RESTIO AL NASO, OFFRE UN BOUQUET MOLTO FINE MA COSI’ FITTO E CHIUSO CHE SOLO QUALCHE ANNO DI RIPOSO IN CANTINA POTRA’ TIRAR FUORI. RICONOSCIBILE SIN DA ORA INVECE LA NOTA TOSTATA DI NOCCIOLA ,TIPICA DEL VITIGNO. SORSO “BOMBA” PER L’INVADENZA IN TUTTO IL CAVO ORALE E SENSAZIONE TATTILE DI PUNTURE DI SPILLI, FRESCHEZZA ESPLOSIVA E PERCETTIBILE SAPIDITA’.

FEMIA
ALL’ESAME VISIVO NON RISULTA PERFETTAMENTE LIMPIDO PER PRESENZA DI LIEVE DEPOSITO SUL FONDO DEL BICCHIERE, GIUSTIFICATO POI DALL’INTERVENTO DEL PRODUTTORE CHE HA SPIEGATO LA SCELTA DI NON FILTRARE IN FASE DI VINIFICAZIONE. NASO FRUTTATO DI FRUTTI A POLPA GIALLA ED ESOTICA, RICONOSCIBILE LA BANANA. SORSO INVITANTE, IN EQUILIBRIO TRA MORBIDEZZA E FRESCHEZZA, PIACEVOLE CHIUSURA SALINA.

NICOLA ROMANO
PAGLIERINO SPLENDENTE, NASO PIACEVOLE DI SENTORI AMALGAMATI TRA DI LORO, FRUTTI E FIORI BIANCHI, ANCHE QUI UN BOUQUET STRETTO STRETTO CHE DEVE ANCORA SBOCCIARE. ANCHE QUESTO E’ UN VINO “PREMATURO” : CONCEDIAMOGLI IL SUO TEMPO. SORSO PIMPANTE ED ENERGICO. DA RIPROVARE TRA QUALCHE ANNO.

ROCCA DEL PRINCIPE
PAGLIERINO CARICO NEL COLORE, RADIOSO PER LUMINOSITA’. SI DIFFERISCE DA TUTTI PER PERCETTIBILI SENTORI DI PIETRA FOCAIA E SENTORI “SPEZIATI”. SORSO PIENO, FRESCO, MI SORPRENDE PER QUANTO RIESCA AD ESSERE ANCHE AVVOLGENTE IN BOCCA . HO PENSATO CHE POTESSE ESSERE QUELLO CON GRADAZIONE ALCOLICA TRA LE PIU A LTE. SAREBBE INTERESSANTE VEDERNE L’EVOLUZIONE.



TENUTA SCUOTTO
BELLO AL NASO, PULITO, RICONOSCIBILE LA PERA, SENTORI FLOREALI E DI LEGGERA MACCHIA MEDITERRANEA CON LE SUE ERBETTE AROMATICHE. SORSO PIACEVOLE, BELLA FRESCHEZZA, MOLTO COERENTE TRA NASO E BOCCA. FINE.

DE MARIA
ANCHE QUI, ALL’ ESAME VISIVO NITIDO E LUCENTE. NASO VARIEGATO, FRUTTATO DI AGRUMI, A TRATTI ANCHE ESOTICO, RUFFIANA LA NOTA DOLCE CHE FA CAPOLINO SUI SENTORI DI FRUTTI FRESCHI, FORSE MIELE…UN’ ACCATTIVANTE CONTRAPPOSIZIONE …OTTIMA LA FRESCHEZZA.

FILADORO
BRILLANTE ANCH’ESSO NEL SUO TIPICO COLORE PAGLIERINO. NASO AMMALIANTE, FRUTTATO CON RICONOSCIMENTI DI MELA, FLOREALE ED ERBACEO CON PIACEVOLI SBUFFI DI FIENO. SORSO FRESCO ED ELEGANTE.

FEUDO APIANO
PAGLIERINO CARICO, LUMINOSO ALL’ESAME VISIVO. ALL’OLFATTO, FRUTTATO DI FRUTTI A POLPA GIALLA, NASO DIVERSO, PROBABILMENTE ANCHE PER I LIEVITI UTILIZZATI. IL PRODUTTORE HA SPIEGATO CHE ADOPERA LIEVITI SELEZIONATI A LAPIO DAL PROF. MOSCHETTI .PERSONALMENTE HO RISCONTRATO DELLE SIMILITIDINI RICONDUCIBILI AI VINI NATURALI. SORSO MODERATO, PIACEVOLE E BEN EQUILIBRATO TRA IL FRESCO E IL SAPIDO.



Lucia Cioffi Enoteca Lucia in San Martino Valle Caudina (il Salotto Sensoriale)