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venerdì 18 dicembre 2015

Il Comandante (Maremma Toscana IGT) 2004-05

Agli albori del Circolo l'Azienda Basile (Toscana), insieme a Carbone (Basilicata) e a Bricco del Cucù (Piemonte), fu, e tutt'oggi è, una delle piccole grandi aziende esterne al nostro territorio (Campania) sulla quale si soffermò la nostra attenzione.
Viti coltivate su un terreno rubato all'edificazione e alla vita moderna, dove ora ci sono rigogliosi vigneti, ci raccontava tempo fa Giovanbattista, il terreno era destinato ad ospitare una discarica. Questo per noi è stato un ulteriore elemento per valorizzare i prodotti ottenuti in queste terre.
Stasera da I Frat ind'o vin in "formazione rimaneggiata" abbiamo deciso di saggiare questa mini verticale, 2 annate del vino "base" Il Comandante IGT millesimo 2004 e 2005.
È da premettere che non siamo amanti dei vitigni internazionali coltivati al di fuori dei territori vocati, perchè li troviamo usurpatori della dignità autoctona che ogni territorio deve avere (ne riparleremo in "separata sede"!).


Degustando:
Comandante Basile (Montecucco) Maremma Toscana IGT 2004-2005 Blend Sangiovese e Merlot passaggio di un anno in piccole botti

Comandante 2004
Degustazione:
Appena aperto il Merlot la fa da padrone al naso ma anche al colore ed in bocca, fortunatamente il sentore scema e rimane il corpo.
Occhio: Vino opulento ma vivace, Corposo nella caduta nel bicchiere impenetrabile ma che lascerà sicuramente degli ottimi sentori olfattivi e gustativi. 

Naso: intrigante pulito denota giá la sua acidità conferitagli dal Sangiovese. Piacevole che invita al sorso ed evolve nel tempo.

Bocca: Austero, sferzante acidità per un vino di 11 anni, tannino che morde ma non disturba bocca piena di corpo ma agile

Bellissima evoluzione nel bicchiere sentori olfattivi di cacao e caffè che restano anche al retrolfatto.


Questa bottiglia già dall'apertura risulta essere un po meno fortunata della precedente. Per come ci preannunciava il produttore un po penalizzata dal tappo.
Comunque vino criptico chiuso.
Comandante 2005
Degustazione:
Occhio:
Rispetto al precedente ancora meno penetrabile ma anche meno vivace.
Naso:
All'apertura con qualche sentore di riduzione che però scompare col passare del tempo in bicchiere.
Bocca: con meno "asperità" del precedente più rotondo anche se con mezzo grado in più (14,5).
Alla fine il 2005 resta ottimo compagno del pasto in precedenza riportato in foto.
Tutte le incongruenze dimostrate all'apertura si addolciscono con la permanenza nel bicchiere.


Riporto di seguito lo scambio email avuto con Giovan Battista prima della degustazione:
Ciao Buongiorno, stasera con molta probabilità con 2 amici apriremo Comandante 2004 e 2005. Vi faccio sapere come è andata. Saluti
Ciao,
grazie per la tua mail!
Purtroppo su quelle annate i tappi non hanno tenuto così a  lungo. Per cui l'andamento è altalenante da bottiglia a bottiglia
Se hai annate  dal 2006 (avendo anche cambiato tappi) in poi invece troverai un vino sorprendente!
Buona degustazione!
Giovan Battista
Ciao,
ho capito, ti dico solo che sono state conservate bene, nella mia cantina inclinate a 75 gradi, spero che stasera non ci deludano. Se tutto ok pubblicherò un post sul nostro blog e ti invio il link.

Grazie ed a presto




Dalle impressioni avute il vino è stato conservato bene ma ciò che di sicuro ha concesso di goderne dopo 2 lustri è la sua indiscutibile ottima fattura!

Luciano LOMBARDI
Carmine GUIDA
Salvatore LANDOLFO

Per ulteriori info sull'Azienda:
http://www.basilessa.it


sabato 31 gennaio 2015

... a casa di Paola

Nata negli anni ’80 tra le splendide colline di S. Giovanni e Paolo (Caiazzo), l’azienda agricola Alepa è condotta oggi da Paola Riccio, con la consulenza del vulcanico enologo, Maurizio De Simone. Alepa produce e imbottiglia pallagrello bianco e nero, falanghina, greco, e cabernet sauvignon.
 L’idea di questa degustazione è nata da una  piacevole visita aziendale con degustazione di Winevent a "casa di Paola" che vive e lavora tra le vigne.
In degustazione  Santojanni 2011 (falanghina e greco), Riccio Bianco 2011 (pallagrello bianco), Riccio Nero 2009 (pallagrello nero), Privo 2012 (cabernet sauvignon senza solfiti)in abbinamento con grandi formaggi campani.
 Anche la musica avrà la sua parte con la performance della pianista Imma Ferrara Perrotta. Sperando in una sorpresa gastronomica ad opera  della padrona di casa, la serata si concluderà con la degustazione del  "gioiello" di casa Alepa:Maria Carolina 2011 (pallagrello bianco affinato in tonneaux di rovere, soltanto 600 bottiglie l'anno) abbinato al  sigaro Toscano.

Dove: Azienda Agricola Alepa, SS. Giovanni e Paolo (Caiazzo) , Via Barraccone T.0823 862755 www.alepa.it
venerdì 13 febbraio ore 20,00 quota di partecipazione € 20,00 p.p.info@winevent.it 347 5613834 - 339.2898732




Salvatore LANDOLFO

giovedì 15 gennaio 2015

Ciao Antoine, non dimenticare i nostri progetti!

Sconcertato, Annichilito, Inutile.
Stamattina non trovavo un senso a ciò che leggevo sulla pagina Facebook di Gerardo VERNAZZARO. Antoine, ma chi Antoine, il pensiero è andato subito a Lui. Dopo qualche minuto la conferma e lo sconforto. Non sapevo del suo malanno che qualche amico comune mi ha riferito che aveva scoperto solo qualche mese fa.
Gerardo nel suo saluto lo accosta a Pino col quale aveva in comune l'estro e l'irriverenza costruttiva.
Con lui ci siamo fatti grandi chiacchierate senza aprir bocca, con lui parlavamo senza secondi fini dei suoi prodotti e di quelli degli altri con lui si parlava di eventi da organizzare con quel connubbio da lui e da me tanto amato tra Vino e Fumo Lento.
L'ho incontrato l'ultima volta all'inaugurazione del Club di Winefredane con gli amici comuni Marco Trasente e la Sommelier Paola De Stefano e come sempre mi aveva "giocosamente cazziato" per non aver avuto mai la forza di andarlo a trovare per una giornata lenta fra buon cibo, vino e il nostro amato stortignaccolo con l'amico comune Raffaele Troise.
Mi sento fuori luogo a parlar di lui ma per me sarà sempre una di quelle persone curiose che voleva capire e spiegare il perchè di tante cose e dalla genialità interpretativa del suo lavoro.
A presto Antoine per godere di ciò che ci eravamo promessi e che un giorno realizzeremo!

Salvatore LANDOLFO

lunedì 12 gennaio 2015

VISITA AZIENDA ALEPA - 10 GENNAIO 2015

VISITA AZIENDA ALEPA (di PAOLA RICCIO) 10 GENNAIO 2015


Riprende l’attività del Circolo della Degustazione con le visite presso i produttori.

Il 2015 si apre con una visita ad un’amica (Paola Riccio) dell’Azienda A.le.pa. sita in località S.Giovanni e Paolo a Caiazzo in provincia di Caserta. L’Azienda, sita sul versante destro del Volturno, gode positivamente di un microclima influenzato sia dagli influssi collinari che da quelli salmastri provenienti dal mare che risale il corso del fiume.

Accolti dalla padrona di casa che ci racconta di come ha “modulato” la creazione di quest’Azienda che in proprio vinifica ciò che i 3 Ettari di proprietà producono come uve. A tale produzione va aggiunta una parte di Pallagrello Nero conferito da produttori seguiti dalla stessa Azienda.

La Casa

Il vigneto 



L’Azienda nasce negli anni ’80 per produzione familiare e vengono impiantate 4 tipologie di uve, precisamente Aglianico e Cabernet come uve a bacca rossa, mentre per quelle a bacca bianca si impiantano Falanghina e Greco. Dopo un periodo di produzione familiare e di conferimento a terzi, con l’arrivo del nuovo millennio, si decide di vinificare in proprio con ottimi risultati con due vini molto rappresentativi il Santojanni, blend delle 2 uve bianche e il Palenio, blend delle 2 uve rosse.
Dopo questa promettente fase iniziale si passa ad una ricerca di identità del territorio, la stessa Paola decide di impiantare l’autoctono  Pallagrello Bianco.





Oggi l’Azienda con le proprie uve e con un minimo di conferimento, del solo Pallagrello Nero, produce circa 14000 bottiglie, nelle annate dove la terra e il clima donano un frutto integro, per esempio si è discusso con la Patron di un calo di produzione nell’ultima annata (2014) dovuto alle non clementi condizioni meteo ed alla peronospora (malattia che flagella i vigneti).
Chiacchierando sulle produzioni e sui nuovi obiettivi dell’Azienda, tra i quali l’interessante con la cucina de “Il Cuoco Galante” di Napoli che abbinando i vini dell’Azienda A.le.pa. proporrà una cena con piatti d’epoca.


Accolti nella casa immersa tra i vigneti di produzione iniziamo la degustazione dei vini aziendali.

Sanojanni 2011 (blend Falanghina e Greco) 14%Alcool messo in bottiglia già da un anno prezzo in enoteca 9€. Colore Giallo oro vivace, al naso molto minerale (greco) con sfumature floreali e fruttate (falanghina), in bocca arricchisce il corredo aromatico con la sapidità che la fa da padrona ed allunga la durata del sorso, lieve retrogusto di frutta esotica.


Riccio Bianco 2010 (Pallagrello Bianco) 14%Alcool imbottigliato nel 2011. Prezzo enoteca 14,5€. Colore Giallo oro scarico vivace, al naso fruttato fresco con sfumature floreali ed erbacee, in bocca vivo con acidità ben conservata (fattore che purtroppo nel Pallagrello bianco dopo qualche anno si perde, non è il caso di questo vino).


Due grandi bianchi, con qualche amico si rifletteva sul fatto che per noi sommelier potevano essere due vini molto didattici, il primo per rappresentare la sapidità, il secondo invece per l’acidità, due parametri difficili da separare in degustazione. Poi per il colore che in altri contesti avrebbe denotato vini già avanti con l’età che invece in questo caso ha dato maggior interesse per quello che hanno donato all’olfatto ed al gusto.

Casa di Campagna ( blend Pallagrello Nero e Cabernet di varie annate) 13%Alcool. Prezzo enoteca 10€. Rosso rubino con unghia violacea, impenetrabile (vino non altamente filtrato) , naso di frutta rossa croccante, gusto pieno di nerbo e vivace.



Maria Carolina 2011 (pallagrello bianco barricato tra rovere e castagno) 14,5% prezzo in enoteca 25€, complimenti per questa chicca enologica di “Terra di Lavoro”! Da sempre, e come detto in precedenza, si sa che il Pallagrello Bianco ha scarsa acidità che spesso si rileva nei vini con espressioni olfattive e gustative piatte, che in questo caso verrebbero amplificate dal passaggio in legno, invece, questo vino, alla vista con un giallo oro carico, sia al naso che al gusto donano grande interesse. All’olfatto di frutta e fiori “avazati” ma con una leggera spalla acida che lo sorregge e contrasta l’alcol e con gusto speziato dolce ed un retrogusto finale donato dal castagno quasi legnoso e qui si sono sbizzarriti tutti con abbinamenti di un certo rilievo anche con formaggi stagionati, io lo abbinerei ad un buon sigaro sud americano (non fermentato) o addirittura ad un Toscano Soldati o un Toscano Antica Tradizione (fermentati).



Riccio Nero 2008 (pallagrello Nero che ha sostato per 2 anni in tonneaux) 13%Alcool,  uve conferite,  15€ in enoteca. Qui purtroppo per noi i sensi erano già un po’ inebriati ed appesantiti dai vini precedenti, comunque vino elegante nonostante la bassa filtrazione ed un colore cupo. Vino, che purtroppo per il nostro stato, invita al secondo ed anche al terzo sorso. Nonostante l’età  pieno di nerbo sia al naso con note fruttate, floreali ed anche speziate, in bocca buona spalla acida vino equilibrato compagno ideale per piatti eleganti non troppo strutturati.



Privo 2012 (cabernet) 23 € in enoteca, questo vino vuole essere l’espressione della politica aziendale, come dice il nome stesso privo di qualsiasi tecnica spinta sia in vigna che in cantina ne fa un vino massima espressione del frutto per tutti i sensi  con l’unico “difetto” la longevità, ma basta saperlo, non può essere un vino longevo non per mancanza della bontà della materia prima e della lavorazione, ma al giorno d’oggi sappiamo benissimo che vini senza trattamenti specifici sono molto sensibili a tutti gli agenti esterni che ne inficiano la durata. Comunque allo stato attuale bell’esperimento.  Il termine Privo fondamentalmente dovuto al non utilizzo di solfiti durante il processo di lavorazione ed in nessun’altra fase.



E poi ….. per un incontro protrattosi per più di 2 ore oltre l’orario prestabilito via a selfie ed alle impressioni sui social network ed alla progettazione di nuovi eventi allargando il numero dei partecipanti e per concludere un Grazie a Paola ed alle splendide terre dalle quali provengono i suoi nettari.


Si è chiusa la splendida visita con un assaggio da silos dell'annata 2011 di cabernet in purezza e con un Riccio Nero annata 2009.




Gaetano ed Imma Scognamiglio
Luciano Lombardi
Carmine Guida
Alessandro Schiavone
Salvatore LANDOLFO (che ha  redatto  il Post)

…. e Paola RICCIO


venerdì 17 gennaio 2014

Vigneti, Uliveti e la scure delle Energie Rinnovabili

Girovagando su uno dei più famosi Social Network mi sono imbattuto in questo post: " Di ritorno dalla battaglia per la difesa delle vigne che amo più di me stessa... A voi che cercate di distruggere la mia terra dico:<<dimenticatevi Manduria perché per mettere una pala eolica ed estirpare le nostre vigne dovrete passare sul mio cadavere>> ... Non esiste somma di danaro che possa essere scambiata con i sogni!!" . Colei che ha condiviso questo "stato" è la compagna di vita di uno dei più famosi produttori di Primitivo di Manduria. 

Pale Eoliche tra le colture


Interpellata in chat mi ha spiegato che questa è una battaglia che è cominciata a dicembre del 2012. Mi spiega che nel Comune di Erchie hanno già fatto un massacro e devono essere fermati! Vigne estirpate, olivi secolari e macchia mediterranea distrutti, stradine e vicinali trasformati in autostrade inutilizzate, oltre ai meravigliosi ed inimitabili muretti a secco distrutti.


Muretto a secco a protezione degli ulivi


Ormai basta andar in giro nella nostra stupenda penisola per vedere parecchi di questi scempi, intere colture estirpate per far posto a pannelli solari, pale eoliche ed altri impianti alimentati ad energia pulita, che non risulta poi così pulita se si pensa che per far posto a questi dispositivi per ottenere incentivi e sicuri introiti si danneggia la natura e si attenta la vivibilità dei luoghi. 


Salvatore LANDOLFO