martedì 22 dicembre 2015

Aperitivo Natale 2015

Il Circolo come ogni anno ormai da un decennio si riunisce per il classico Aperitivo Natalizio per scambiarsi gli auguri per l'imminente festività.


Quest'anno senza essere blasfemi festeggieremo anche un'altra nascita quella della Vineria-Birreria-Enoteca-Gastronomia de "I frat ind'o vin" dove ci incontreremo a partire dalle 11,00 fino a pomeriggio inoltrato, quasi sera (circa le 18,00) per poi recarci ad i nostri focolari per il classico cenone in famiglia.


Sorprese a go-go, anticipazioni?
Ieri sera la "sorella ind'o vin" mi ha confidenzialmente confessato che Marco (il fratello con tanti capelli) ha già messo a "spugnare" il baccalà ed a preparare i classici condimenti per la scarola di Natale.



Il filo conduttore sarà quello della nostra tradizione Casertana che a livello culinario attinge da quella Partenopea tra cibi e vini della tradizione.

Saremmo lieti di brindare con tutti coloro che in questi anni hanno fatto parte del Circolo in maniera attiva e con tutti i professionisti che si sono avvicendati ad i nostri tavoli di degustazione e anche da chi amico, anche se astemio, o semplicemente curioso, siamo aperti a tutto e a tutti.



Per chi volesse far parte fisicamente del nostro augurio ci vedremmo: 
Vineria I frat ind'o vin passaggio AC Marvasi 6,8 Caserta (adiacente al Comune di Caserta tra P.zza Vanvitelli e P.zza Ruggiero) Vigilia di Natale 24/12/2015 dalle ore 11,00 fino a sera.

Il Circolo della Degustazione
I frat ind'o vin
Salvatore LANDOLFO

Clos de Haut 2013

Clos de Haut Fiano DOCG nasce nel 2013 e probabilmente per la scomparsa del suo padre biologico (Antoine Gaita) non avrà più il seguito disegnato.

                 (Foto da web liquida.it)

È un vino che nasce dopo la bocciatura alla DOCG dell'unico all'epoca Fiano prodotto da sempre dall'Azienda il "Vigna della Congregazione" che per anni ci ha regalato perle degustative e personalmente mi ha fatto innamorare del Fiano.

Come dicevamo la 2012 è stata un'annata nella quale Antoine aveva iniziato a sperimentare nuova vinificazione partendo da uve con trattamenti biologici e che proseguivano in cantina con vinificazioni che avevano per protagonisti lieviti endogeni e non esogeni come per la maggior parte dei vini accade. 

       (Foto Web Campaniastories.it)

Il Vigna della Congregazione di quell'annata (la 2012) per i suoi sentori ritenuti dalla commissione, non da Fiano, portarono alla bocciatura che mi fa conservare, con maggiore avidità, un esemplare in cantina, gelosamente, anche perché regalato dal produttore stesso.


Ebbi la fortuna a Winefredane 2014 allo stand  Toscano, dove Antoine si soffermava sempre con piacere, e dove ero con gli Amici Paola De Stefano e Alessandro Schiavone, di avere una lezione privata e personale sulle sue particolari intenzioni su questo vino nate prima della bocciatura a DOCG del Vigna della Congregazione 2012. Dare qualcosa di intrinseco al vigneto al vino Fiano e che solo questo potente vitigno possa offrire. In parole povere identità di Territorio.

              (Foto lucianopignataro.it)

Il vino probabilmente non sarà gradito agli enofighetti che inizieranno ad elencare le puzzette che si percepiranno ma io posso dirvi che la materia è tanta e anche di qualità e non lo dico in memoria di tutti i bei momenti enoici trascorsi con Antoine e con i suoi vini.
Poi mi piace riportare una teoria di un altro amico Enologo, Gerardo, che da sempre si batte per la salubrità del vino che non deve essere un optional ma la base di progetto di ogni vino, e qui la base salubre è pienamente percettibile.

La degustazione di questo vino mi riporta alla mente i racconti sui mercanti dell'est con le loro bellissime stoffe di cashmere che avevano bisogno di esser lavorate da sapienti mani e per questo vendute in Europa.



Degustando
Occhio opulento carico giallo dorato lento nel bicchiere di corpo.
Al naso con sentori "lattici" cha da scuole associative denotano "difetto" ma il lattico per me non sgradevole da curiosità capire il perché. Non è un sentore di chimica aggiunta ma un sentore selvaggio da capire da interpretare intrigante che spinge al sorso.
In bocca gustoso, casereccio, rustico come dicevo di cashmere che carezza il palato ma allo stesso tempo da far lavorare con un buon cibo rotondo, apprezzabile retrogusto balsamico dai profumi garbati.
Abbinamenti casalinghi con zuppe di vegetali arricchite da carni, con una bella frittata di patate o con una castagna del prete, la sua acidità e la sua alcolicità che genera dolcezza di sicuro impatto. E per terminare un abbinamento che tanto aggradava Antoine con un buon sigaro Caraibico non troppo stagionato.
Di sicuro Antoine con questo vino voleva dare un segno di rispetto per una delle migliori uve di tutta l'ampelografia mondiale.
Qualcosa che viene celata anche dal nome "Clos de Haut" dato allo stesso vino che significa che le peculiarità di questa uva e di questo vino sono di non facile scoperta ma davvero pregne di emozioni.
L'articolo "scritto dallo stomaco", altra teoria di Gerardo, ha tralasciato dei particolari suggeriti dalla moglie di Antoine ed attuale Patron unitamente ai figli dell'Azienda di seguito riportati:
Volevo solo precisare una cosa, il fiano "Clos d'Haut" e il fiano "La Congregazione" sono due fiano diversi. "La Congregazione" uscì come tale per la bocciatura della docg. L'uva è comunque dalla Vigna della Congregazione che essendo una vigna registrata come docg non si poteva mettere la dicitura "Vigna della Congregazione"quindi Antoine ed io avevamo deciso di chiamarla semplicemente "La Congregazione". Il "Clos d'Haut" invece sono uve di altre vigne sempre nostre che sono situate sempre a Montefredane sullo stesso versante della Vigna della Congregazione ma più in alto e cioè a 500mt. rispetto alla Vigna della Congregazione 430 mt. Pubblica pure l'articolo. Ritengo che sia un bel omaggio al mio Antoine....lui sempre sorridente che aveva sempre un bicchiere in una mano e un bel sigaro nel l'altra. GRAZIE.
Aggiungo che sono commosso.
Ciao Antoine e grazie per quello che ci hai lasciato.

Salvatore LANDOLFO

venerdì 18 dicembre 2015

Il Comandante (Maremma Toscana IGT) 2004-05

Agli albori del Circolo l'Azienda Basile (Toscana), insieme a Carbone (Basilicata) e a Bricco del Cucù (Piemonte), fu, e tutt'oggi è, una delle piccole grandi aziende esterne al nostro territorio (Campania) sulla quale si soffermò la nostra attenzione.
Viti coltivate su un terreno rubato all'edificazione e alla vita moderna, dove ora ci sono rigogliosi vigneti, ci raccontava tempo fa Giovanbattista, il terreno era destinato ad ospitare una discarica. Questo per noi è stato un ulteriore elemento per valorizzare i prodotti ottenuti in queste terre.
Stasera da I Frat ind'o vin in "formazione rimaneggiata" abbiamo deciso di saggiare questa mini verticale, 2 annate del vino "base" Il Comandante IGT millesimo 2004 e 2005.
È da premettere che non siamo amanti dei vitigni internazionali coltivati al di fuori dei territori vocati, perchè li troviamo usurpatori della dignità autoctona che ogni territorio deve avere (ne riparleremo in "separata sede"!).


Degustando:
Comandante Basile (Montecucco) Maremma Toscana IGT 2004-2005 Blend Sangiovese e Merlot passaggio di un anno in piccole botti

Comandante 2004
Degustazione:
Appena aperto il Merlot la fa da padrone al naso ma anche al colore ed in bocca, fortunatamente il sentore scema e rimane il corpo.
Occhio: Vino opulento ma vivace, Corposo nella caduta nel bicchiere impenetrabile ma che lascerà sicuramente degli ottimi sentori olfattivi e gustativi. 

Naso: intrigante pulito denota giá la sua acidità conferitagli dal Sangiovese. Piacevole che invita al sorso ed evolve nel tempo.

Bocca: Austero, sferzante acidità per un vino di 11 anni, tannino che morde ma non disturba bocca piena di corpo ma agile

Bellissima evoluzione nel bicchiere sentori olfattivi di cacao e caffè che restano anche al retrolfatto.


Questa bottiglia già dall'apertura risulta essere un po meno fortunata della precedente. Per come ci preannunciava il produttore un po penalizzata dal tappo.
Comunque vino criptico chiuso.
Comandante 2005
Degustazione:
Occhio:
Rispetto al precedente ancora meno penetrabile ma anche meno vivace.
Naso:
All'apertura con qualche sentore di riduzione che però scompare col passare del tempo in bicchiere.
Bocca: con meno "asperità" del precedente più rotondo anche se con mezzo grado in più (14,5).
Alla fine il 2005 resta ottimo compagno del pasto in precedenza riportato in foto.
Tutte le incongruenze dimostrate all'apertura si addolciscono con la permanenza nel bicchiere.


Riporto di seguito lo scambio email avuto con Giovan Battista prima della degustazione:
Ciao Buongiorno, stasera con molta probabilità con 2 amici apriremo Comandante 2004 e 2005. Vi faccio sapere come è andata. Saluti
Ciao,
grazie per la tua mail!
Purtroppo su quelle annate i tappi non hanno tenuto così a  lungo. Per cui l'andamento è altalenante da bottiglia a bottiglia
Se hai annate  dal 2006 (avendo anche cambiato tappi) in poi invece troverai un vino sorprendente!
Buona degustazione!
Giovan Battista
Ciao,
ho capito, ti dico solo che sono state conservate bene, nella mia cantina inclinate a 75 gradi, spero che stasera non ci deludano. Se tutto ok pubblicherò un post sul nostro blog e ti invio il link.

Grazie ed a presto




Dalle impressioni avute il vino è stato conservato bene ma ciò che di sicuro ha concesso di goderne dopo 2 lustri è la sua indiscutibile ottima fattura!

Luciano LOMBARDI
Carmine GUIDA
Salvatore LANDOLFO

Per ulteriori info sull'Azienda:
http://www.basilessa.it


domenica 27 settembre 2015

Nexus Sigaro Peruviano

Degustazione eseguita più volte e solo oggi pubblicata per la fumata dell'ultimo pezzo rimasto nella mia collezione privata in modo da avere memoria di questo prodotto acquistato quasi 2 anni fa presso la tabaccheria specializzata sita in piazza dei Giudici a Capua (CE).

Acquistati nella loro confezione originale di legno contenente 5 pezzi dall'eccellente rapporto qualità prezzo. Sigaro di grandezza medio/grande e amalgamato bene tra capa, capote e tripa che danno al sigaro una piacevole armonia degustativa.
Confermate tutte le note positive delle precedenti degustazioni che vi riporto a seguire:

Nexus Sigaro Peruviano:

A sigaro spento:
Colore marrone non carico "pulito"
Aromi "dolci" miele, the, caramello non invadente, 
Udito: scricchiolo che svanisce dopo 5o6 rotazioni.
Tatto: liscio e leggermente umido.
Conservato dopo l'acquisto a 70% di umidità.
A sigaro acceso:
Cenere compatta grigia intarsiata di nero.
Buono il tiraggio lineare non faticoso.
Gusto che conferma gli aromi nasali a sigaro spento, il caramello la fa da padrone in versione "arsa".
Abbinato a 2 grappe dell'Azienda Segnana, la prima grappa giovane di pinot nero in purezza da vinacce "Ferrari" uvaggio utilizzato per gli spumanti.
La grappa prende un leggero sopravvento annulando quasi del tutto il Sigaro.
La seconda metodo Soleras versione Selezione ovviamente barricata sposa meglio, integrando i sentori del Sigaro.

Per la degustazione odierna abbinato ad una grappa barricata di Taurasi (uve aglianico atte a divenire Taurasi) dell'azienda must del territorio Cantina CAGGIANO.
La grappa evidenzia del sigaro le note di buccia di frutta secca.
Piacevole fumata slow che accompagna un fine pasto succulento tra le chiacchiere con amici in un clima slow.

Salvatore LANDOLFO

IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA TUA SALUTE E DI CHI TI CIRCONDA.

sabato 29 agosto 2015

Il Circolo della Degustazione (2015-16) .....

Come tutti gli anni "Il Circolo Della Degustazione" ha tanti buoni propositi e tante buone strade per iniziare e proseguire i progetti intrapresi. 


Il Circolo nasce da una costola di Winevent, anch'esso dalla nascita oggetto inespresso ma mina vagante (come da altri definito) nel campo enogastronomico. 


Per anni nel nostro ridotto parterre abbiamo avuto il piacere di ospitare persone di associazioni di ogni ordine e grado nel campo dei vini dei distillati del cibo dei formaggi del fumo lento e anche di persone professioniste e produttrici in tali campi. 


Varie le scenografie e gli interpreti sempre diversi sempre originali e più volte percorsi da noi dettati poi intrapresi da altri "professionisti" del settore, comunque sia, noi si continua e si va avanti con unico obiettivo appagare i desideri dei nostri sensi.


Il vino da sempre incipit di partenza per poi sfociare nella vera e propria degustazione, che come si diceva in precedenza, è l'appagare le nostre voglie degustative.


Vini e prodotti di nicchia, anche e soprattutto di coloro che non possono ritagliarsi un loro spazio tra leggi ed esperti del settore ma che con le loro produzioni daranno lustro alle nostre papille, di coloro che si impegnano in una trasformazione o conservazione, importante come la produzione, o del semplice raccontare con le sensazioni e con il cuore le emozioni donate da questi prodotti.


Il supporto sarà di tutti Voi di tutti coloro (che da 8 anni) seguono i nostri percorsi e le nostre emozioni ma di chiunque altro voglia proporsi per il solo scopo di emozionare chi desidera di esserlo.
Buona Degustazione a tutti.

Salvatore LANDOLFO
Il Circolo Della Degustazione 

sabato 22 agosto 2015

Il Sigaro Toscano e il taglio aureo

Oggi in quel di Bonagia localitá ex tonnara in provincia di Trapani la diatriba sul taglio aureo è diventato argomento del giorno discusso tra le barche ormeggiate nel dopo pesca fatto di consegne del fresco del giorno e preparazioni per la pesca serale.
La questione matematicamente descritta qui: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sezione_aureahttps://it.m.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea
trova sua perfetta applicazione con lo stortignaccolo nazionale per vari motivi.
2 pratici il taglio coincide con la fascetta di apertura del cellophane e per il fatto che dona 2 classici sigaretti ( il più piccolo da abbinare alla classica pausa caffè) il più grande da degustare nel Classico dopocena. 



Poi variazioni di gusto a sigaro acceso tra gli stessi profumi del sigaro di partenza (nel mio caso Garibaldi Classico).
Un modo sicuramente agevole per valorizzare un sigaro comunque al quale da ritagliare una corretta collocazione nel proprio spazio temporale.


Salvatore LANDOLFO

IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE TUA E DI CHI TI STA INTORNO!

giovedì 6 agosto 2015

Franchising (il degrado dell'Enogastronomia)

Sono ormai sempre più i casi di "franchising" che stanno sempre più portando il degrado nell'Enogastronomia di qualità. Addirittura sono testimone di casi anche in quelle che sono associazioni di settore che dovrebbero essere baluardo sicuro per la comunicazione e l'indirizzamento dell'utente.
Purtroppo le mode e la globalizzazione hanno permesso che anche gusti e prodotti fossero adeguati a livello "standard" per tutti i consumatori. Poi le leggi e lo Stato in grado solo di formalizzare numericamente ciò che è la nostra produzione di qualità e di nicchia permettendo ai nostri produttori un unica soluzione: LA CHIUSURA ATTIVITA'. In questi giorni sono testimone di una chiusura di un amico affinatore di formaggi (figura diffusissima in altre nazioni) produttore di uno dei formaggi più buoni da me assaggiati nell'ultimo decennio.
Ieri sera in un ristorante pizzeria della zona "addobbato" di tutto lustro con accoglienza impeccabile e con personale di quantità e qualità nonché sponsorizzato da soloni esperti comunicatori del settore ho rimediato una grossa delusione con cibi precotti "riscaldati" ed insaporiti al momento e lieviti oltremodo utilizzati tanto che un trancio di pizza avanzato a mia figlia la fa ancora da padrone nel mio stomaco. Tra l'altro questa non piacevole avventura già successa in un'altra catena della zona.
Il dire franchising non significa rifarsi a grandi marchi del settore purtroppo stiamo vivendo in Enogastronomia un franchising di piccoli imprenditori che per reinvestire i propri introiti e capitalizzare quello che è il guadagno della loro attività principale, completamente distante da cibo e affini, si avventura in situazioni bellissime da vedere e da frequentare ma che non curano qualità e conservazione.
Tutto ciò fa rabbia ed il pensiero va all'amico Peppone che per dare qualità alla sua cucina ogni mattina si leva di buon ora per scegliere la materia prima ed è in continuo aggiornamento rimettendoci tempo denaro e affetti, o all'altro amico Matteo che qualche anno fa è tornato ad emigrare perché la sua cucina non veniva compresa ed altrove riveste la stella ambita da tanti chef, o di Ciccio che per confezionare le sue straordinarie pizze impiega 48 o 72 ore per la lievitazione, l'altra sera ne ho mangiate 4 a portafoglio e al risveglio neanche l'ombra, o all'amico di prima affinatore, Germano non potrà farci degustare più il suo Magno Sabello o a chi in casa confeziona il suo "vino fragola" e non fragolino bevanda unica che rinfrancava il lavoro nei campi dei nostri avi.

Salvatore LANDOLFO