venerdì 25 novembre 2016

Gusto o Moda???

Girovagando sui SOCIAL e leggendo in giro sui giornali o ascoltando ciò che i mass comunicano ormai il Gusto é sempre più uno status simbol e non un semplice esercizio metabolico individuale.  Ormai la razza umana è sempre più affine alla teoria MCDonald (tutto standardizzato)  che allo stile delle nonne (chest' é amaro, e chest' è salato,  chest' nun m' piac', chest' si). Non esiste più il normale esercizio del gusto ma la semplice affiliazione al consumismo. Siccome il solone dell'informazione enogastronomica ha detto che la pizzeria paglialone é la migliore (anche se utilizza lieviti istantanei) paglialone é chill' che é buono,  e così facendo si è standardizzato sempre di più il gusto ed il consumatore medio é sempre meno avvezzo ad avere emozioni sue e di riflesso a tutto ciò la biodiversità ed i prodotti di nicchia sono destinati a morire.

Salvatore LANDOLFO

sabato 23 gennaio 2016

Pinot Grigio 2002 - Sanct Valentin - Saint Michael Eppan - Sudtirol



Beh la giornata d'oggi comincia proprio male con un tentativo di rapina notturno. Per fortuna danni minimi, da ladri di galline ma che apportano quei danni ai serramenti che solo un vero artigiano può risolvere. L'artigiano di turno, mio cognato Mauro, che benedico per essersi sposato mia sorella. Comunque tra tutte le peripezie, io ho fatto da supporto morale e logistico ed ho pranzato alle ore 17,00. Dall'incazzatura perchè il malfatto ha diviso, in termini di fruizione del cibo, la famiglia, apro un cimelio sempre fornito dagli amici del Torchio, e sempre grazie all'amico Giovanni che le ha riesumate, niente po po di meno che un Pinot Grigio, annata 2002 della famosisima Azienda laboratorio San Michele Appiano sì perché italiana (e non San Michael Eppan) come in giro conosciuta. 


Degustazione:
Colore Giallo dorato vivo vivace e molto consistente invitante.
Olfatto di floreale essiccato, fruttato fresco e stagionato, ananas, pesche gialle, uvetta passa, leggero agrumato poi speziato di cannella zenzero e pepe rosa. 
In bocca corposo morbido, caldo, poi con freschezza e sapidità che contrappongono ottimamente le "dolcezze" vino del 2002 (14 anni vissuti) 13,5 gradi alcolici.
Vino Equilibrato e Armonico, benedico cotanto ardore nel custodirlo e nel proporlo! 
Gli abbinamenti molteplici da carni bianche o piatti di pesce elaborati o fomaggi e salumi con una non elevata stagionatura, anche con tabacchi da fumo non troppo fermentati.

Salvatore LANDOLFO

giovedì 21 gennaio 2016

Pinot Bianco - Collio DOC 2005 - Schiopetto

Grande emozione!
Vino bianco di quasi 11 anni che non accenna cedimenti.
Occhio opulento giallo paglierino carico con riflessi dorati, vivace carico ed intenso di colore, al naso svela un ventaglio interessantissimo a partire dal floreale di ginestra e fiori d'arancio, al fruttato di ananas, pesche noci, e albicocca essiccata, speziato dolce di zenzero, cannella e noce moscata.  


Al gusto secco fresco e caldo con un'intrigante morbidezza ed una lieve sapidità che da nerbo e piacevolezza alla bevuta. 13 gradi alcolici ben supportati da freschezza e sapidità.
Vino di corpo e Armonico 
Grosso ventaglio di abbinamenti dalle carni bianche ai pesci in intingolo i formaggi al massimo di 3 mesi di stagionatura alla frutta non acida ai dolci secchi non cremosi. Grandissima emozione per la quale si ringrazia l' Enoteca il Torchio, in particolare Giovanni che sta riesumando parecchie emozioni dalla cantina aziendale.
Abbinamento fumoso con un Nostrano delle Manifatture del Brenta.

Salvatore LANDOLFO

domenica 17 gennaio 2016

Il sigaro Originale e la fumata scomposta

Ieri Sabato, bell'evento organizzato da Saperi Golosi di Caserta di Susy Lieto e Enzo Falco, che come noi di Winevent gratificano le eccelenze del territorio senza scopo di lucro, hanno organizzato una giornata presso uno dei padri dell'enologia campana Mastroberardino.



Per non dilungarmi e li che nasce una mia fumata scomposta con lo stortignaccolo per eccellenza l'Originale, raffigurante sulla fascetta l'effige del Granduca  Leopoldo colui al quale si deve la primogenitura di quest'orgoglio tricolore.
Il sigaro acceso ieri presso il Resort della famiglia Mastroberardino, alla maremmana (cioè intero) dona picchi di piacevolezza unici.
Appena scartato dal cellophane di fabbricazione effluvi piacevoli di stallatico, erbaceo secco e di spezie. 



Dopo l'accensione, fatta secondo i canoni, con gli avventori che gradiscono,  risulta piacevolissimo ed al gusto evidenzia sentori riconducibili al caffe al cacao e a quelle spezie essiccate tanto gradevoli ai nostri avi. Peccato per le basse temperature meteorologiche che purtroppo non accompagnavano la gradevolissima   fumata lenta. Comunque non mi arrendo e non cestino il responsabile di cotanta godibilitá lo faccio spegnere con tecniche da decalogo del fumatore lento e lo conservo. 



Intanto durante la fumata lenta parecchi dei presenti volevano conoscere i particolari di tanta godibilità supportati da un assenza di fastidi da fumo.
È inutile ora a starli ad indicare ma saranno sicuro oggetto delle prossime dissertazioni su questo blog.



Ritornati a casa tra neve e gelo che ci ha accompagnati  nel percorso irpino durante la serata mi fermo alla vineria/birreria degli amici "i frat ind'o vin" e proseguo la graditissima fumata dopo aver degustato qualche bruschetta alla crema di carciofi con soppressata o lardo irrorati da un ottima birra rossa greenberger. 
Il sigaro ormai nel pieno del secondo terzo sembra apprezzare e valorizzare i cibi e le bevande illustrate e continua a donare attimi di piacevolezza tra speziature ed erbacei secchi molto graditi. 



Ma anche qui il piacevole effluvio viene interrotto da cause di forza maggiore, conservo il reduce a poco meno della metà ed oggi a pranzo, cioè come chiusura di un lauto pranzo casalingo dopo un bel caffè tra cioccolato al 70%, brandy  della distilleria artigianale Antonellis e Nocino fatto in casa (anche da me) Annata 2008 ne traggo le conclusioni.
Grande sicuramente unico prodotto delle manifatture Sigaro Toscano che nonostante il tempo inerme tra una riaccensione e l'altra dona uniche emozioni sicuramente legate alla corretta manifattura all'altrettanta corretta conservazione ed all'indiscutibile qualità del tabacco di origine che in fumata con il discioglimento degli olii essenziali dello stesso prodotto di origine ne fanno un emozione unica.

Salvatore  LANDOLFO

martedì 5 gennaio 2016

Filu 'e ferru - Acquavite di Vinaccia - Silvio CARTA

Bottiglia acquistata nell'Agosto 1996 ad Alghero


Qui le notizie basilari e storiche che riguardano la tipologia:
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Filu_%27e_ferru

Questa bottiglia custodita nella collezione personale e centellinata nel consumo è divenuta   ormai più che maggiorenne.
Conservata, anche aperta, adeguatamente per serbare la piacevolezza, ad ogni assaggio restituisce varie emozioni. Degustata a più riprese in abbinamento a sigari, quasi sempre della tipologia Toscano.
La vinaccia di origine dovrebbe essere quella di risulta dalla vinificazione della vernaccia.
Infatti al naso restituisce i classici sentori di mandorla, essendo un distillato giovane e non barricato ben conserva i sentori del vitigno di origine. In bocca rotonda e con pochissime asperita, il che non significa dolce e stucchevole ma che ben evidenzia il calore, non invadente, generato dall'elevato contenuto alcolico (40%).

Un distillato semplicissimo come nella più antica cultura Sarda di piacevole serbevolezza ottimo fine pasto e compagno di eccellenti abbinamenti fumosi.

Salvatore LANDOLFO

L'Epifania 2016 (chiusura delle festività Natalizie 2015).

Come ogni anno per usanza familiare in questa giornata si festeggiano i più piccoli con regalini dolciumi e la classica calza piena di leccornie.
Ma in questa festa anche noi non bimbi, ma solo di età, ci adeguiamo!
Sfruttiamo il momento per le migliori degustazioni, non solo enoiche.
Per la parte dedicata al Dio Bacco abbiamo deciso di avere vome filo conduttore il nostro vitigno da uve rosse rappresentativo del territoro, l'Aglianico.
Vino n.1 Concarosso riserva con il classico "tianiello e chianchiere" pippiato a dovere (casseruola con i migliori pezzi succulenti di carne) cioè braciola alla napoletana (con prezzemolo pepe e sale pinoli e uva passa) pezzo di coperta di manzo e salsiccia di maiale, il tutto in sugo di pomodoro.
Abbinato a Concarosso Riserva 2006 dell'Azienda Poderi Foglia del quale parleremo in seguito.
Il vino blend tra Aglianico ed elegantissimo Pallagrello Nero.


Poi carne alla brace con filo conduttore il maiale tra costolette salsicce e tracchie, abbinate ad un Aglianico del Taburno Arces di Domenico Pulcino (Azienda Torre dei Chiusi) 14% di Alcool ed Annata 2006. 100% Aglianico del Taburno all'epoca DOC ed oggi DOCG.


Per chiudere con formaggi di Pecora e Capra ed aromatizzati al tartufo il vino che non esiste più il Palenio di Alepa (azienda dell'amica Paola Riccio) blend tra Aglianico e Cabernet annata 2008 e 14,5 gradi alcolici.


Per iniziare e chiudere bollicine di Prosecco, abbinate ai più disparati antipasti natalizi, e Moscato, abbinate ai dolci natalizi.

La chiusura del pasto devoluta al Moro del Toscano, sigaro di indiscussa qualita ed alla grappa selezione metodo soleras barricata della Segnana ottimo digestivo ed abbinamento al più regale degli stortignaccoli.


Il tutto di gran valore affettivo perché legato a tutti i familiari che hanno gradito.

P.S. seguiranno tutte le schede degustative dei nettari che hanno allietato questa chiusura feste natalizie del 2015.

Salvatore LANDOLFO


domenica 3 gennaio 2016

Beaujolais Nouveau - Altro che Novello

Il Beaujolais Nouveau nasce in Francia come il nostro Novello (sinceramente non so e non mi interessa saperlo quale sia nato prima) ma come per altre denominazioni francesi è fortemente sostenuto dalla legislazione che prevede che la totalità del vino sia ottenuto da macerazione carbonica e l'uva utilizzata sia solo tipologia Gamay (uva ben predisposta per macerare con insufflazione di anidride carbonica) che ben si presta, grazie alla sua sottile buccia a questo tipo di macerazione.
Di seguito riportiamo il previsto metodo:
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Beaujolais_nouveau

In Italia, come per molti altri disciplinari, previsto c'è sempre l'escamotage consentito dalla legge, nel caso del novello si può utilizzare qualsiasi uva a bacca rossa e nell'assemblaggio del vino si può utilizzare fino al 65% di vino non a macerazione carbonica e di annate differenti. A voi le deduzioni!


Comunque il vino degustato del millesimo 2015 (non poteva essere altrimenti) importato in Italia dalla Meregalli (www.meregalli.com) ed acquistato presso l'enoteca più fornita della provincia di Caserta "Enoteca Il Torchio" (ma qui sono sicuramente di parte, sono miei amici), prezzo al pubblico 8,5€.

http://www.iltorchioenoteca.it

Beaujolais Villages - Nouveau
Appellation Controleè
George Deboeuf
13,5% di Alcool

Degustazione:
Vista: vino purpureo che si incrementa verso l'unghia, di indiscussa vivacità, carico ed intenso di colorazione.
Al naso freschezza percettibilissima con floreale e fruttato appena partoriti dalla natura, selvatici e di sottobosco, ed a chiudere il corollario uno speziato fresco!
In Bocca vivacissimo con freschezza e lieve  sapidità a farla da padroni si chiude con una nota alcolica che allunga il passo chiaramente percettibile in deglutizione.
Retrogusto che in parte conferma ciò che è stato percepito al naso ed in bocca.
Vino "facile" da abbinare a piatti semplici autunnali con funghi, zucca o castagne.

Salvatore LANDOLFO.

sabato 2 gennaio 2016

Parallelo 41

Il nome di questo vino nasce dal parallelo, indicato col numero 41, su cui si trovano le due città di Alghero e Barcellona. Le due città profondamente legate dalla storia, dagli usi locali, dalla lingua catalana che tuttora testimonia una cultura a lungo condivisa.
L'origine di questo vino si ha grazie a uve Torbato, che i catalani portarono in Alghero e che Sella & Mosca ha preservato da sicura estinzione, in blend  con uve Sauvignon, coltivate su leggeri suoli sabbiosi di formazione eolica e calcarei ottenute da antiche deposizioni di fossili marini.
Il vino assaggiato è del millesimo 2013.
 

Il vino alla vista con un giallo dorato vivo e intenso che invoglia al sorso.
Con profumi intensi e variegati, che donano complessità e pienezza, con sentori dolci di miele di fiori di acacia e con sentori floreali di ginestra. 
Al Gusto morbido e ricco, riempie la bocca e nel contempo persistente, con sensazioni calde e richiami a fiori e frutta esotici retrogusto che conferma e amplifica piacevolmente i sentori gustativi ed olfattivi.
Ottimo compagno di pasti succulenti di base non con eccessivi condimenti tipo l'Aragosta alla Catalana o addirittura iil più corposo dolce di territorio la sarda  Sebadas.

Salvatore LANDOLFO 

venerdì 1 gennaio 2016

La strenna di natale 2015


Quest'anno come spesso successo, negli anni precedenti, i colleghi mi hanno chiesto di attivarmi per la strenna natalizia. Ho creato un po di problemi, come altre volte, perchè non molto avvezzo alla forma ma molto al contenuto! Già altre volte mi ero impegnato affinche gli amici ed i colleghi potessero mettere sulla tavola il meglio. Sulle nostre tavole si sono alternati nel corso degli anni i vini di Gerardo (Cantine Astroni) o quelli di Tony (Bianchini Rossetti) e come quest'anno quelli di Raffaele (Vadiaperti o Traerte) come quasi sempre la perla dei distillati del Sud con Paolo (distilleria artigianale Antonellis) e per questo volevo ringraziare gli amici di sempre produttori con il cuore che ancora permettono di farmi fare bellissime figure! Grazie ......














Grazie a chi ha prodotto e chi ha consumato!

BUON 2016

Salvatore LANDOLFO

martedì 22 dicembre 2015

Aperitivo Natale 2015

Il Circolo come ogni anno ormai da un decennio si riunisce per il classico Aperitivo Natalizio per scambiarsi gli auguri per l'imminente festività.


Quest'anno senza essere blasfemi festeggieremo anche un'altra nascita quella della Vineria-Birreria-Enoteca-Gastronomia de "I frat ind'o vin" dove ci incontreremo a partire dalle 11,00 fino a pomeriggio inoltrato, quasi sera (circa le 18,00) per poi recarci ad i nostri focolari per il classico cenone in famiglia.


Sorprese a go-go, anticipazioni?
Ieri sera la "sorella ind'o vin" mi ha confidenzialmente confessato che Marco (il fratello con tanti capelli) ha già messo a "spugnare" il baccalà ed a preparare i classici condimenti per la scarola di Natale.



Il filo conduttore sarà quello della nostra tradizione Casertana che a livello culinario attinge da quella Partenopea tra cibi e vini della tradizione.

Saremmo lieti di brindare con tutti coloro che in questi anni hanno fatto parte del Circolo in maniera attiva e con tutti i professionisti che si sono avvicendati ad i nostri tavoli di degustazione e anche da chi amico, anche se astemio, o semplicemente curioso, siamo aperti a tutto e a tutti.



Per chi volesse far parte fisicamente del nostro augurio ci vedremmo: 
Vineria I frat ind'o vin passaggio AC Marvasi 6,8 Caserta (adiacente al Comune di Caserta tra P.zza Vanvitelli e P.zza Ruggiero) Vigilia di Natale 24/12/2015 dalle ore 11,00 fino a sera.

Il Circolo della Degustazione
I frat ind'o vin
Salvatore LANDOLFO

Clos de Haut 2013

Clos de Haut Fiano DOCG nasce nel 2013 e probabilmente per la scomparsa del suo padre biologico (Antoine Gaita) non avrà più il seguito disegnato.

                 (Foto da web liquida.it)

È un vino che nasce dopo la bocciatura alla DOCG dell'unico all'epoca Fiano prodotto da sempre dall'Azienda il "Vigna della Congregazione" che per anni ci ha regalato perle degustative e personalmente mi ha fatto innamorare del Fiano.

Come dicevamo la 2012 è stata un'annata nella quale Antoine aveva iniziato a sperimentare nuova vinificazione partendo da uve con trattamenti biologici e che proseguivano in cantina con vinificazioni che avevano per protagonisti lieviti endogeni e non esogeni come per la maggior parte dei vini accade. 

       (Foto Web Campaniastories.it)

Il Vigna della Congregazione di quell'annata (la 2012) per i suoi sentori ritenuti dalla commissione, non da Fiano, portarono alla bocciatura che mi fa conservare, con maggiore avidità, un esemplare in cantina, gelosamente, anche perché regalato dal produttore stesso.


Ebbi la fortuna a Winefredane 2014 allo stand  Toscano, dove Antoine si soffermava sempre con piacere, e dove ero con gli Amici Paola De Stefano e Alessandro Schiavone, di avere una lezione privata e personale sulle sue particolari intenzioni su questo vino nate prima della bocciatura a DOCG del Vigna della Congregazione 2012. Dare qualcosa di intrinseco al vigneto al vino Fiano e che solo questo potente vitigno possa offrire. In parole povere identità di Territorio.

              (Foto lucianopignataro.it)

Il vino probabilmente non sarà gradito agli enofighetti che inizieranno ad elencare le puzzette che si percepiranno ma io posso dirvi che la materia è tanta e anche di qualità e non lo dico in memoria di tutti i bei momenti enoici trascorsi con Antoine e con i suoi vini.
Poi mi piace riportare una teoria di un altro amico Enologo, Gerardo, che da sempre si batte per la salubrità del vino che non deve essere un optional ma la base di progetto di ogni vino, e qui la base salubre è pienamente percettibile.

La degustazione di questo vino mi riporta alla mente i racconti sui mercanti dell'est con le loro bellissime stoffe di cashmere che avevano bisogno di esser lavorate da sapienti mani e per questo vendute in Europa.



Degustando
Occhio opulento carico giallo dorato lento nel bicchiere di corpo.
Al naso con sentori "lattici" cha da scuole associative denotano "difetto" ma il lattico per me non sgradevole da curiosità capire il perché. Non è un sentore di chimica aggiunta ma un sentore selvaggio da capire da interpretare intrigante che spinge al sorso.
In bocca gustoso, casereccio, rustico come dicevo di cashmere che carezza il palato ma allo stesso tempo da far lavorare con un buon cibo rotondo, apprezzabile retrogusto balsamico dai profumi garbati.
Abbinamenti casalinghi con zuppe di vegetali arricchite da carni, con una bella frittata di patate o con una castagna del prete, la sua acidità e la sua alcolicità che genera dolcezza di sicuro impatto. E per terminare un abbinamento che tanto aggradava Antoine con un buon sigaro Caraibico non troppo stagionato.
Di sicuro Antoine con questo vino voleva dare un segno di rispetto per una delle migliori uve di tutta l'ampelografia mondiale.
Qualcosa che viene celata anche dal nome "Clos de Haut" dato allo stesso vino che significa che le peculiarità di questa uva e di questo vino sono di non facile scoperta ma davvero pregne di emozioni.
L'articolo "scritto dallo stomaco", altra teoria di Gerardo, ha tralasciato dei particolari suggeriti dalla moglie di Antoine ed attuale Patron unitamente ai figli dell'Azienda di seguito riportati:
Volevo solo precisare una cosa, il fiano "Clos d'Haut" e il fiano "La Congregazione" sono due fiano diversi. "La Congregazione" uscì come tale per la bocciatura della docg. L'uva è comunque dalla Vigna della Congregazione che essendo una vigna registrata come docg non si poteva mettere la dicitura "Vigna della Congregazione"quindi Antoine ed io avevamo deciso di chiamarla semplicemente "La Congregazione". Il "Clos d'Haut" invece sono uve di altre vigne sempre nostre che sono situate sempre a Montefredane sullo stesso versante della Vigna della Congregazione ma più in alto e cioè a 500mt. rispetto alla Vigna della Congregazione 430 mt. Pubblica pure l'articolo. Ritengo che sia un bel omaggio al mio Antoine....lui sempre sorridente che aveva sempre un bicchiere in una mano e un bel sigaro nel l'altra. GRAZIE.
Aggiungo che sono commosso.
Ciao Antoine e grazie per quello che ci hai lasciato.

Salvatore LANDOLFO

venerdì 18 dicembre 2015

Il Comandante (Maremma Toscana IGT) 2004-05

Agli albori del Circolo l'Azienda Basile (Toscana), insieme a Carbone (Basilicata) e a Bricco del Cucù (Piemonte), fu, e tutt'oggi è, una delle piccole grandi aziende esterne al nostro territorio (Campania) sulla quale si soffermò la nostra attenzione.
Viti coltivate su un terreno rubato all'edificazione e alla vita moderna, dove ora ci sono rigogliosi vigneti, ci raccontava tempo fa Giovanbattista, il terreno era destinato ad ospitare una discarica. Questo per noi è stato un ulteriore elemento per valorizzare i prodotti ottenuti in queste terre.
Stasera da I Frat ind'o vin in "formazione rimaneggiata" abbiamo deciso di saggiare questa mini verticale, 2 annate del vino "base" Il Comandante IGT millesimo 2004 e 2005.
È da premettere che non siamo amanti dei vitigni internazionali coltivati al di fuori dei territori vocati, perchè li troviamo usurpatori della dignità autoctona che ogni territorio deve avere (ne riparleremo in "separata sede"!).


Degustando:
Comandante Basile (Montecucco) Maremma Toscana IGT 2004-2005 Blend Sangiovese e Merlot passaggio di un anno in piccole botti

Comandante 2004
Degustazione:
Appena aperto il Merlot la fa da padrone al naso ma anche al colore ed in bocca, fortunatamente il sentore scema e rimane il corpo.
Occhio: Vino opulento ma vivace, Corposo nella caduta nel bicchiere impenetrabile ma che lascerà sicuramente degli ottimi sentori olfattivi e gustativi. 

Naso: intrigante pulito denota giá la sua acidità conferitagli dal Sangiovese. Piacevole che invita al sorso ed evolve nel tempo.

Bocca: Austero, sferzante acidità per un vino di 11 anni, tannino che morde ma non disturba bocca piena di corpo ma agile

Bellissima evoluzione nel bicchiere sentori olfattivi di cacao e caffè che restano anche al retrolfatto.


Questa bottiglia già dall'apertura risulta essere un po meno fortunata della precedente. Per come ci preannunciava il produttore un po penalizzata dal tappo.
Comunque vino criptico chiuso.
Comandante 2005
Degustazione:
Occhio:
Rispetto al precedente ancora meno penetrabile ma anche meno vivace.
Naso:
All'apertura con qualche sentore di riduzione che però scompare col passare del tempo in bicchiere.
Bocca: con meno "asperità" del precedente più rotondo anche se con mezzo grado in più (14,5).
Alla fine il 2005 resta ottimo compagno del pasto in precedenza riportato in foto.
Tutte le incongruenze dimostrate all'apertura si addolciscono con la permanenza nel bicchiere.


Riporto di seguito lo scambio email avuto con Giovan Battista prima della degustazione:
Ciao Buongiorno, stasera con molta probabilità con 2 amici apriremo Comandante 2004 e 2005. Vi faccio sapere come è andata. Saluti
Ciao,
grazie per la tua mail!
Purtroppo su quelle annate i tappi non hanno tenuto così a  lungo. Per cui l'andamento è altalenante da bottiglia a bottiglia
Se hai annate  dal 2006 (avendo anche cambiato tappi) in poi invece troverai un vino sorprendente!
Buona degustazione!
Giovan Battista
Ciao,
ho capito, ti dico solo che sono state conservate bene, nella mia cantina inclinate a 75 gradi, spero che stasera non ci deludano. Se tutto ok pubblicherò un post sul nostro blog e ti invio il link.

Grazie ed a presto




Dalle impressioni avute il vino è stato conservato bene ma ciò che di sicuro ha concesso di goderne dopo 2 lustri è la sua indiscutibile ottima fattura!

Luciano LOMBARDI
Carmine GUIDA
Salvatore LANDOLFO

Per ulteriori info sull'Azienda:
http://www.basilessa.it


domenica 27 settembre 2015

Nexus Sigaro Peruviano

Degustazione eseguita più volte e solo oggi pubblicata per la fumata dell'ultimo pezzo rimasto nella mia collezione privata in modo da avere memoria di questo prodotto acquistato quasi 2 anni fa presso la tabaccheria specializzata sita in piazza dei Giudici a Capua (CE).

Acquistati nella loro confezione originale di legno contenente 5 pezzi dall'eccellente rapporto qualità prezzo. Sigaro di grandezza medio/grande e amalgamato bene tra capa, capote e tripa che danno al sigaro una piacevole armonia degustativa.
Confermate tutte le note positive delle precedenti degustazioni che vi riporto a seguire:

Nexus Sigaro Peruviano:

A sigaro spento:
Colore marrone non carico "pulito"
Aromi "dolci" miele, the, caramello non invadente, 
Udito: scricchiolo che svanisce dopo 5o6 rotazioni.
Tatto: liscio e leggermente umido.
Conservato dopo l'acquisto a 70% di umidità.
A sigaro acceso:
Cenere compatta grigia intarsiata di nero.
Buono il tiraggio lineare non faticoso.
Gusto che conferma gli aromi nasali a sigaro spento, il caramello la fa da padrone in versione "arsa".
Abbinato a 2 grappe dell'Azienda Segnana, la prima grappa giovane di pinot nero in purezza da vinacce "Ferrari" uvaggio utilizzato per gli spumanti.
La grappa prende un leggero sopravvento annulando quasi del tutto il Sigaro.
La seconda metodo Soleras versione Selezione ovviamente barricata sposa meglio, integrando i sentori del Sigaro.

Per la degustazione odierna abbinato ad una grappa barricata di Taurasi (uve aglianico atte a divenire Taurasi) dell'azienda must del territorio Cantina CAGGIANO.
La grappa evidenzia del sigaro le note di buccia di frutta secca.
Piacevole fumata slow che accompagna un fine pasto succulento tra le chiacchiere con amici in un clima slow.

Salvatore LANDOLFO

IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA TUA SALUTE E DI CHI TI CIRCONDA.

sabato 29 agosto 2015

Il Circolo della Degustazione (2015-16) .....

Come tutti gli anni "Il Circolo Della Degustazione" ha tanti buoni propositi e tante buone strade per iniziare e proseguire i progetti intrapresi. 


Il Circolo nasce da una costola di Winevent, anch'esso dalla nascita oggetto inespresso ma mina vagante (come da altri definito) nel campo enogastronomico. 


Per anni nel nostro ridotto parterre abbiamo avuto il piacere di ospitare persone di associazioni di ogni ordine e grado nel campo dei vini dei distillati del cibo dei formaggi del fumo lento e anche di persone professioniste e produttrici in tali campi. 


Varie le scenografie e gli interpreti sempre diversi sempre originali e più volte percorsi da noi dettati poi intrapresi da altri "professionisti" del settore, comunque sia, noi si continua e si va avanti con unico obiettivo appagare i desideri dei nostri sensi.


Il vino da sempre incipit di partenza per poi sfociare nella vera e propria degustazione, che come si diceva in precedenza, è l'appagare le nostre voglie degustative.


Vini e prodotti di nicchia, anche e soprattutto di coloro che non possono ritagliarsi un loro spazio tra leggi ed esperti del settore ma che con le loro produzioni daranno lustro alle nostre papille, di coloro che si impegnano in una trasformazione o conservazione, importante come la produzione, o del semplice raccontare con le sensazioni e con il cuore le emozioni donate da questi prodotti.


Il supporto sarà di tutti Voi di tutti coloro (che da 8 anni) seguono i nostri percorsi e le nostre emozioni ma di chiunque altro voglia proporsi per il solo scopo di emozionare chi desidera di esserlo.
Buona Degustazione a tutti.

Salvatore LANDOLFO
Il Circolo Della Degustazione 

sabato 22 agosto 2015

Il Sigaro Toscano e il taglio aureo

Oggi in quel di Bonagia localitá ex tonnara in provincia di Trapani la diatriba sul taglio aureo è diventato argomento del giorno discusso tra le barche ormeggiate nel dopo pesca fatto di consegne del fresco del giorno e preparazioni per la pesca serale.
La questione matematicamente descritta qui: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sezione_aureahttps://it.m.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea
trova sua perfetta applicazione con lo stortignaccolo nazionale per vari motivi.
2 pratici il taglio coincide con la fascetta di apertura del cellophane e per il fatto che dona 2 classici sigaretti ( il più piccolo da abbinare alla classica pausa caffè) il più grande da degustare nel Classico dopocena. 



Poi variazioni di gusto a sigaro acceso tra gli stessi profumi del sigaro di partenza (nel mio caso Garibaldi Classico).
Un modo sicuramente agevole per valorizzare un sigaro comunque al quale da ritagliare una corretta collocazione nel proprio spazio temporale.


Salvatore LANDOLFO

IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE TUA E DI CHI TI STA INTORNO!

giovedì 6 agosto 2015

Franchising (il degrado dell'Enogastronomia)

Sono ormai sempre più i casi di "franchising" che stanno sempre più portando il degrado nell'Enogastronomia di qualità. Addirittura sono testimone di casi anche in quelle che sono associazioni di settore che dovrebbero essere baluardo sicuro per la comunicazione e l'indirizzamento dell'utente.
Purtroppo le mode e la globalizzazione hanno permesso che anche gusti e prodotti fossero adeguati a livello "standard" per tutti i consumatori. Poi le leggi e lo Stato in grado solo di formalizzare numericamente ciò che è la nostra produzione di qualità e di nicchia permettendo ai nostri produttori un unica soluzione: LA CHIUSURA ATTIVITA'. In questi giorni sono testimone di una chiusura di un amico affinatore di formaggi (figura diffusissima in altre nazioni) produttore di uno dei formaggi più buoni da me assaggiati nell'ultimo decennio.
Ieri sera in un ristorante pizzeria della zona "addobbato" di tutto lustro con accoglienza impeccabile e con personale di quantità e qualità nonché sponsorizzato da soloni esperti comunicatori del settore ho rimediato una grossa delusione con cibi precotti "riscaldati" ed insaporiti al momento e lieviti oltremodo utilizzati tanto che un trancio di pizza avanzato a mia figlia la fa ancora da padrone nel mio stomaco. Tra l'altro questa non piacevole avventura già successa in un'altra catena della zona.
Il dire franchising non significa rifarsi a grandi marchi del settore purtroppo stiamo vivendo in Enogastronomia un franchising di piccoli imprenditori che per reinvestire i propri introiti e capitalizzare quello che è il guadagno della loro attività principale, completamente distante da cibo e affini, si avventura in situazioni bellissime da vedere e da frequentare ma che non curano qualità e conservazione.
Tutto ciò fa rabbia ed il pensiero va all'amico Peppone che per dare qualità alla sua cucina ogni mattina si leva di buon ora per scegliere la materia prima ed è in continuo aggiornamento rimettendoci tempo denaro e affetti, o all'altro amico Matteo che qualche anno fa è tornato ad emigrare perché la sua cucina non veniva compresa ed altrove riveste la stella ambita da tanti chef, o di Ciccio che per confezionare le sue straordinarie pizze impiega 48 o 72 ore per la lievitazione, l'altra sera ne ho mangiate 4 a portafoglio e al risveglio neanche l'ombra, o all'amico di prima affinatore, Germano non potrà farci degustare più il suo Magno Sabello o a chi in casa confeziona il suo "vino fragola" e non fragolino bevanda unica che rinfrancava il lavoro nei campi dei nostri avi.

Salvatore LANDOLFO

lunedì 3 agosto 2015

Il Circolo della Degustazione: Gottardi ed il suo Pinot Nero - Vigna Mazzon 2012

Il Circolo della Degustazione: Gottardi ed il suo Pinot Nero - Vigna Mazzon 2012: Chi mi conosce sa che mi cibo di emozioni. Chi mi conosce sa che vivo di tifo (anche se da tempo ho abbandonato quello sportivo per me trop...

Gottardi ed il suo Pinot Nero - Vigna Mazzon 2012

Chi mi conosce sa che mi cibo di emozioni.
Chi mi conosce sa che vivo di tifo (anche se da tempo ho abbandonato quello sportivo per me troppo non emozionale).
Chi mi conosce sa che ho molti vizi.
Questo vino racchiude il tutto, è un'emozione, come vino rosso sono un "tifoso" del Pinot Nero, ed il vizio che rispecchia è quello dell'appagante leggerezza donata.




Annata 2012, dopo aver in tempi differenti saggiato le annate precedenti e conservato alcune bottiglie con le quali faremo con pochi amici scelti una verticale, è come le precedenti un emozione e possiede una duttilità grazie alla quale si soddisfano differenti palati.
Alla vista intrigante scarico ma non troppo con una vivacità e tonalità coinvolgenti, si avvolge nel bicchiere, al naso l'intrigante rapporto cresce grazie a profumi cangianti che non si sostituiscono ma si sommano.
Si parte dai primari classici del Pinot nero (soprattutto ribes, ma anche mora e lampone, ciliegia, mirtillo, poi la famosa merde de poulet e polvere da sparo che non sono terziari ma intrinsechi del vitigno di origine), i secondari ottenuti da fermentazione (carica gassosa) ed i terziari (sottile idrocarburo e cera lacca).Poi in bocca l'apoteosi tornano al retrogusto netti e non sovraccaricanti tutti i sentori olfattivi uniti ad una tendenza amarognola lieve ma goduriosamente percettibile. Elegante, Raffinato ed allo stesso tempo pieno, spiccata acidità che ne allunga la percezione ma ben amalgamata al resto del quadro gustativo con tannini ed alcool a fare da spalla ma piacevolmente percettibili.

IO TIFO PINOT

Salvatore LANDOLFO


sabato 31 gennaio 2015

... a casa di Paola

Nata negli anni ’80 tra le splendide colline di S. Giovanni e Paolo (Caiazzo), l’azienda agricola Alepa è condotta oggi da Paola Riccio, con la consulenza del vulcanico enologo, Maurizio De Simone. Alepa produce e imbottiglia pallagrello bianco e nero, falanghina, greco, e cabernet sauvignon.
 L’idea di questa degustazione è nata da una  piacevole visita aziendale con degustazione di Winevent a "casa di Paola" che vive e lavora tra le vigne.
In degustazione  Santojanni 2011 (falanghina e greco), Riccio Bianco 2011 (pallagrello bianco), Riccio Nero 2009 (pallagrello nero), Privo 2012 (cabernet sauvignon senza solfiti)in abbinamento con grandi formaggi campani.
 Anche la musica avrà la sua parte con la performance della pianista Imma Ferrara Perrotta. Sperando in una sorpresa gastronomica ad opera  della padrona di casa, la serata si concluderà con la degustazione del  "gioiello" di casa Alepa:Maria Carolina 2011 (pallagrello bianco affinato in tonneaux di rovere, soltanto 600 bottiglie l'anno) abbinato al  sigaro Toscano.

Dove: Azienda Agricola Alepa, SS. Giovanni e Paolo (Caiazzo) , Via Barraccone T.0823 862755 www.alepa.it
venerdì 13 febbraio ore 20,00 quota di partecipazione € 20,00 p.p.info@winevent.it 347 5613834 - 339.2898732




Salvatore LANDOLFO

giovedì 15 gennaio 2015

Ciao Antoine, non dimenticare i nostri progetti!

Sconcertato, Annichilito, Inutile.
Stamattina non trovavo un senso a ciò che leggevo sulla pagina Facebook di Gerardo VERNAZZARO. Antoine, ma chi Antoine, il pensiero è andato subito a Lui. Dopo qualche minuto la conferma e lo sconforto. Non sapevo del suo malanno che qualche amico comune mi ha riferito che aveva scoperto solo qualche mese fa.
Gerardo nel suo saluto lo accosta a Pino col quale aveva in comune l'estro e l'irriverenza costruttiva.
Con lui ci siamo fatti grandi chiacchierate senza aprir bocca, con lui parlavamo senza secondi fini dei suoi prodotti e di quelli degli altri con lui si parlava di eventi da organizzare con quel connubbio da lui e da me tanto amato tra Vino e Fumo Lento.
L'ho incontrato l'ultima volta all'inaugurazione del Club di Winefredane con gli amici comuni Marco Trasente e la Sommelier Paola De Stefano e come sempre mi aveva "giocosamente cazziato" per non aver avuto mai la forza di andarlo a trovare per una giornata lenta fra buon cibo, vino e il nostro amato stortignaccolo con l'amico comune Raffaele Troise.
Mi sento fuori luogo a parlar di lui ma per me sarà sempre una di quelle persone curiose che voleva capire e spiegare il perchè di tante cose e dalla genialità interpretativa del suo lavoro.
A presto Antoine per godere di ciò che ci eravamo promessi e che un giorno realizzeremo!

Salvatore LANDOLFO