sabato 22 agosto 2015

Il Sigaro Toscano e il taglio aureo

Oggi in quel di Bonagia localitá ex tonnara in provincia di Trapani la diatriba sul taglio aureo è diventato argomento del giorno discusso tra le barche ormeggiate nel dopo pesca fatto di consegne del fresco del giorno e preparazioni per la pesca serale.
La questione matematicamente descritta qui: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sezione_aureahttps://it.m.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea
trova sua perfetta applicazione con lo stortignaccolo nazionale per vari motivi.
2 pratici il taglio coincide con la fascetta di apertura del cellophane e per il fatto che dona 2 classici sigaretti ( il più piccolo da abbinare alla classica pausa caffè) il più grande da degustare nel Classico dopocena. 



Poi variazioni di gusto a sigaro acceso tra gli stessi profumi del sigaro di partenza (nel mio caso Garibaldi Classico).
Un modo sicuramente agevole per valorizzare un sigaro comunque al quale da ritagliare una corretta collocazione nel proprio spazio temporale.


Salvatore LANDOLFO

IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE TUA E DI CHI TI STA INTORNO!

giovedì 6 agosto 2015

Franchising (il degrado dell'Enogastronomia)

Sono ormai sempre più i casi di "franchising" che stanno sempre più portando il degrado nell'Enogastronomia di qualità. Addirittura sono testimone di casi anche in quelle che sono associazioni di settore che dovrebbero essere baluardo sicuro per la comunicazione e l'indirizzamento dell'utente.
Purtroppo le mode e la globalizzazione hanno permesso che anche gusti e prodotti fossero adeguati a livello "standard" per tutti i consumatori. Poi le leggi e lo Stato in grado solo di formalizzare numericamente ciò che è la nostra produzione di qualità e di nicchia permettendo ai nostri produttori un unica soluzione: LA CHIUSURA ATTIVITA'. In questi giorni sono testimone di una chiusura di un amico affinatore di formaggi (figura diffusissima in altre nazioni) produttore di uno dei formaggi più buoni da me assaggiati nell'ultimo decennio.
Ieri sera in un ristorante pizzeria della zona "addobbato" di tutto lustro con accoglienza impeccabile e con personale di quantità e qualità nonché sponsorizzato da soloni esperti comunicatori del settore ho rimediato una grossa delusione con cibi precotti "riscaldati" ed insaporiti al momento e lieviti oltremodo utilizzati tanto che un trancio di pizza avanzato a mia figlia la fa ancora da padrone nel mio stomaco. Tra l'altro questa non piacevole avventura già successa in un'altra catena della zona.
Il dire franchising non significa rifarsi a grandi marchi del settore purtroppo stiamo vivendo in Enogastronomia un franchising di piccoli imprenditori che per reinvestire i propri introiti e capitalizzare quello che è il guadagno della loro attività principale, completamente distante da cibo e affini, si avventura in situazioni bellissime da vedere e da frequentare ma che non curano qualità e conservazione.
Tutto ciò fa rabbia ed il pensiero va all'amico Peppone che per dare qualità alla sua cucina ogni mattina si leva di buon ora per scegliere la materia prima ed è in continuo aggiornamento rimettendoci tempo denaro e affetti, o all'altro amico Matteo che qualche anno fa è tornato ad emigrare perché la sua cucina non veniva compresa ed altrove riveste la stella ambita da tanti chef, o di Ciccio che per confezionare le sue straordinarie pizze impiega 48 o 72 ore per la lievitazione, l'altra sera ne ho mangiate 4 a portafoglio e al risveglio neanche l'ombra, o all'amico di prima affinatore, Germano non potrà farci degustare più il suo Magno Sabello o a chi in casa confeziona il suo "vino fragola" e non fragolino bevanda unica che rinfrancava il lavoro nei campi dei nostri avi.

Salvatore LANDOLFO

lunedì 3 agosto 2015

Il Circolo della Degustazione: Gottardi ed il suo Pinot Nero - Vigna Mazzon 2012

Il Circolo della Degustazione: Gottardi ed il suo Pinot Nero - Vigna Mazzon 2012: Chi mi conosce sa che mi cibo di emozioni. Chi mi conosce sa che vivo di tifo (anche se da tempo ho abbandonato quello sportivo per me trop...

Gottardi ed il suo Pinot Nero - Vigna Mazzon 2012

Chi mi conosce sa che mi cibo di emozioni.
Chi mi conosce sa che vivo di tifo (anche se da tempo ho abbandonato quello sportivo per me troppo non emozionale).
Chi mi conosce sa che ho molti vizi.
Questo vino racchiude il tutto, è un'emozione, come vino rosso sono un "tifoso" del Pinot Nero, ed il vizio che rispecchia è quello dell'appagante leggerezza donata.




Annata 2012, dopo aver in tempi differenti saggiato le annate precedenti e conservato alcune bottiglie con le quali faremo con pochi amici scelti una verticale, è come le precedenti un emozione e possiede una duttilità grazie alla quale si soddisfano differenti palati.
Alla vista intrigante scarico ma non troppo con una vivacità e tonalità coinvolgenti, si avvolge nel bicchiere, al naso l'intrigante rapporto cresce grazie a profumi cangianti che non si sostituiscono ma si sommano.
Si parte dai primari classici del Pinot nero (soprattutto ribes, ma anche mora e lampone, ciliegia, mirtillo, poi la famosa merde de poulet e polvere da sparo che non sono terziari ma intrinsechi del vitigno di origine), i secondari ottenuti da fermentazione (carica gassosa) ed i terziari (sottile idrocarburo e cera lacca).Poi in bocca l'apoteosi tornano al retrogusto netti e non sovraccaricanti tutti i sentori olfattivi uniti ad una tendenza amarognola lieve ma goduriosamente percettibile. Elegante, Raffinato ed allo stesso tempo pieno, spiccata acidità che ne allunga la percezione ma ben amalgamata al resto del quadro gustativo con tannini ed alcool a fare da spalla ma piacevolmente percettibili.

IO TIFO PINOT

Salvatore LANDOLFO


sabato 31 gennaio 2015

... a casa di Paola

Nata negli anni ’80 tra le splendide colline di S. Giovanni e Paolo (Caiazzo), l’azienda agricola Alepa è condotta oggi da Paola Riccio, con la consulenza del vulcanico enologo, Maurizio De Simone. Alepa produce e imbottiglia pallagrello bianco e nero, falanghina, greco, e cabernet sauvignon.
 L’idea di questa degustazione è nata da una  piacevole visita aziendale con degustazione di Winevent a "casa di Paola" che vive e lavora tra le vigne.
In degustazione  Santojanni 2011 (falanghina e greco), Riccio Bianco 2011 (pallagrello bianco), Riccio Nero 2009 (pallagrello nero), Privo 2012 (cabernet sauvignon senza solfiti)in abbinamento con grandi formaggi campani.
 Anche la musica avrà la sua parte con la performance della pianista Imma Ferrara Perrotta. Sperando in una sorpresa gastronomica ad opera  della padrona di casa, la serata si concluderà con la degustazione del  "gioiello" di casa Alepa:Maria Carolina 2011 (pallagrello bianco affinato in tonneaux di rovere, soltanto 600 bottiglie l'anno) abbinato al  sigaro Toscano.

Dove: Azienda Agricola Alepa, SS. Giovanni e Paolo (Caiazzo) , Via Barraccone T.0823 862755 www.alepa.it
venerdì 13 febbraio ore 20,00 quota di partecipazione € 20,00 p.p.info@winevent.it 347 5613834 - 339.2898732




Salvatore LANDOLFO

giovedì 15 gennaio 2015

Ciao Antoine, non dimenticare i nostri progetti!

Sconcertato, Annichilito, Inutile.
Stamattina non trovavo un senso a ciò che leggevo sulla pagina Facebook di Gerardo VERNAZZARO. Antoine, ma chi Antoine, il pensiero è andato subito a Lui. Dopo qualche minuto la conferma e lo sconforto. Non sapevo del suo malanno che qualche amico comune mi ha riferito che aveva scoperto solo qualche mese fa.
Gerardo nel suo saluto lo accosta a Pino col quale aveva in comune l'estro e l'irriverenza costruttiva.
Con lui ci siamo fatti grandi chiacchierate senza aprir bocca, con lui parlavamo senza secondi fini dei suoi prodotti e di quelli degli altri con lui si parlava di eventi da organizzare con quel connubbio da lui e da me tanto amato tra Vino e Fumo Lento.
L'ho incontrato l'ultima volta all'inaugurazione del Club di Winefredane con gli amici comuni Marco Trasente e la Sommelier Paola De Stefano e come sempre mi aveva "giocosamente cazziato" per non aver avuto mai la forza di andarlo a trovare per una giornata lenta fra buon cibo, vino e il nostro amato stortignaccolo con l'amico comune Raffaele Troise.
Mi sento fuori luogo a parlar di lui ma per me sarà sempre una di quelle persone curiose che voleva capire e spiegare il perchè di tante cose e dalla genialità interpretativa del suo lavoro.
A presto Antoine per godere di ciò che ci eravamo promessi e che un giorno realizzeremo!

Salvatore LANDOLFO

lunedì 12 gennaio 2015

VISITA AZIENDA ALEPA - 10 GENNAIO 2015

VISITA AZIENDA ALEPA (di PAOLA RICCIO) 10 GENNAIO 2015


Riprende l’attività del Circolo della Degustazione con le visite presso i produttori.

Il 2015 si apre con una visita ad un’amica (Paola Riccio) dell’Azienda A.le.pa. sita in località S.Giovanni e Paolo a Caiazzo in provincia di Caserta. L’Azienda, sita sul versante destro del Volturno, gode positivamente di un microclima influenzato sia dagli influssi collinari che da quelli salmastri provenienti dal mare che risale il corso del fiume.

Accolti dalla padrona di casa che ci racconta di come ha “modulato” la creazione di quest’Azienda che in proprio vinifica ciò che i 3 Ettari di proprietà producono come uve. A tale produzione va aggiunta una parte di Pallagrello Nero conferito da produttori seguiti dalla stessa Azienda.

La Casa

Il vigneto 



L’Azienda nasce negli anni ’80 per produzione familiare e vengono impiantate 4 tipologie di uve, precisamente Aglianico e Cabernet come uve a bacca rossa, mentre per quelle a bacca bianca si impiantano Falanghina e Greco. Dopo un periodo di produzione familiare e di conferimento a terzi, con l’arrivo del nuovo millennio, si decide di vinificare in proprio con ottimi risultati con due vini molto rappresentativi il Santojanni, blend delle 2 uve bianche e il Palenio, blend delle 2 uve rosse.
Dopo questa promettente fase iniziale si passa ad una ricerca di identità del territorio, la stessa Paola decide di impiantare l’autoctono  Pallagrello Bianco.





Oggi l’Azienda con le proprie uve e con un minimo di conferimento, del solo Pallagrello Nero, produce circa 14000 bottiglie, nelle annate dove la terra e il clima donano un frutto integro, per esempio si è discusso con la Patron di un calo di produzione nell’ultima annata (2014) dovuto alle non clementi condizioni meteo ed alla peronospora (malattia che flagella i vigneti).
Chiacchierando sulle produzioni e sui nuovi obiettivi dell’Azienda, tra i quali l’interessante con la cucina de “Il Cuoco Galante” di Napoli che abbinando i vini dell’Azienda A.le.pa. proporrà una cena con piatti d’epoca.


Accolti nella casa immersa tra i vigneti di produzione iniziamo la degustazione dei vini aziendali.

Sanojanni 2011 (blend Falanghina e Greco) 14%Alcool messo in bottiglia già da un anno prezzo in enoteca 9€. Colore Giallo oro vivace, al naso molto minerale (greco) con sfumature floreali e fruttate (falanghina), in bocca arricchisce il corredo aromatico con la sapidità che la fa da padrona ed allunga la durata del sorso, lieve retrogusto di frutta esotica.


Riccio Bianco 2010 (Pallagrello Bianco) 14%Alcool imbottigliato nel 2011. Prezzo enoteca 14,5€. Colore Giallo oro scarico vivace, al naso fruttato fresco con sfumature floreali ed erbacee, in bocca vivo con acidità ben conservata (fattore che purtroppo nel Pallagrello bianco dopo qualche anno si perde, non è il caso di questo vino).


Due grandi bianchi, con qualche amico si rifletteva sul fatto che per noi sommelier potevano essere due vini molto didattici, il primo per rappresentare la sapidità, il secondo invece per l’acidità, due parametri difficili da separare in degustazione. Poi per il colore che in altri contesti avrebbe denotato vini già avanti con l’età che invece in questo caso ha dato maggior interesse per quello che hanno donato all’olfatto ed al gusto.

Casa di Campagna ( blend Pallagrello Nero e Cabernet di varie annate) 13%Alcool. Prezzo enoteca 10€. Rosso rubino con unghia violacea, impenetrabile (vino non altamente filtrato) , naso di frutta rossa croccante, gusto pieno di nerbo e vivace.



Maria Carolina 2011 (pallagrello bianco barricato tra rovere e castagno) 14,5% prezzo in enoteca 25€, complimenti per questa chicca enologica di “Terra di Lavoro”! Da sempre, e come detto in precedenza, si sa che il Pallagrello Bianco ha scarsa acidità che spesso si rileva nei vini con espressioni olfattive e gustative piatte, che in questo caso verrebbero amplificate dal passaggio in legno, invece, questo vino, alla vista con un giallo oro carico, sia al naso che al gusto donano grande interesse. All’olfatto di frutta e fiori “avazati” ma con una leggera spalla acida che lo sorregge e contrasta l’alcol e con gusto speziato dolce ed un retrogusto finale donato dal castagno quasi legnoso e qui si sono sbizzarriti tutti con abbinamenti di un certo rilievo anche con formaggi stagionati, io lo abbinerei ad un buon sigaro sud americano (non fermentato) o addirittura ad un Toscano Soldati o un Toscano Antica Tradizione (fermentati).



Riccio Nero 2008 (pallagrello Nero che ha sostato per 2 anni in tonneaux) 13%Alcool,  uve conferite,  15€ in enoteca. Qui purtroppo per noi i sensi erano già un po’ inebriati ed appesantiti dai vini precedenti, comunque vino elegante nonostante la bassa filtrazione ed un colore cupo. Vino, che purtroppo per il nostro stato, invita al secondo ed anche al terzo sorso. Nonostante l’età  pieno di nerbo sia al naso con note fruttate, floreali ed anche speziate, in bocca buona spalla acida vino equilibrato compagno ideale per piatti eleganti non troppo strutturati.



Privo 2012 (cabernet) 23 € in enoteca, questo vino vuole essere l’espressione della politica aziendale, come dice il nome stesso privo di qualsiasi tecnica spinta sia in vigna che in cantina ne fa un vino massima espressione del frutto per tutti i sensi  con l’unico “difetto” la longevità, ma basta saperlo, non può essere un vino longevo non per mancanza della bontà della materia prima e della lavorazione, ma al giorno d’oggi sappiamo benissimo che vini senza trattamenti specifici sono molto sensibili a tutti gli agenti esterni che ne inficiano la durata. Comunque allo stato attuale bell’esperimento.  Il termine Privo fondamentalmente dovuto al non utilizzo di solfiti durante il processo di lavorazione ed in nessun’altra fase.



E poi ….. per un incontro protrattosi per più di 2 ore oltre l’orario prestabilito via a selfie ed alle impressioni sui social network ed alla progettazione di nuovi eventi allargando il numero dei partecipanti e per concludere un Grazie a Paola ed alle splendide terre dalle quali provengono i suoi nettari.


Si è chiusa la splendida visita con un assaggio da silos dell'annata 2011 di cabernet in purezza e con un Riccio Nero annata 2009.




Gaetano ed Imma Scognamiglio
Luciano Lombardi
Carmine Guida
Alessandro Schiavone
Salvatore LANDOLFO (che ha  redatto  il Post)

…. e Paola RICCIO