domenica 28 aprile 2013

Il Fiano delle cantine di Lapio per la prima volta in rassegna completa all’enoteca Capobianco - Montemiletto, 27 febbraio. Slow Wine Event......

Il Circolo della Degustazione, continua la sua attività eno-culturale anche fuori provincia, più precisamente nel Comune di Lapio, in provincia di Avellino, culla di un grande vitigno dal quale nasce l’omonimo vino: il Fiano. L’evento, tenutosi presso l’Enoteca Capobianco in Montemiletto, vedeva, per la prima volta, uniti ad un solo tavolo, otto piccole grandi aziende produttrici di Fiano, che con le loro dorate e calde eccellenze hanno ben riscaldato una serata dal clima freddo, tipicamente irpino. Il Comune di Lapio è considerato la Capitale del Fiano. Storicamente serbatoio vinicolo per la città di Napoli, nel corso degli anni ha saputo affinare la produzione, mantenendo intatti quei legami con il territorio che oggi ne fanno il fiore all’occhiello di tutta la Campania per la produzione di uno splendido “oro” in fusione.



In origine, il Fiano, era un vino filtrato, destinato alla conservazione per lungo tempo, dimostrazione di grande struttura intrinseca nel vitigno. Il terreno si presenta prevalentemente argilloso, un’argilla scura con presenza di molti ciottoli, che assicura una buona capacità di trattenimento delle acque, utile soprattutto nelle estati, che qui, in irpinia, sono abbastanza secche e caratterizzate da elevate escursioni termiche, tutto a vantaggio dell’acidità e della freschezza aromatica che caratterizza questo vitigno. I vigneti si trovano in un areale la cui altitudine oscilla tra i 450 e 500 MSL; si trovano tutti nel comune di Lapio e il sistema di allevamento è, per tutti, a spalliera. Altra caratteristica che accomuna tutti i produttori è l’uso esclusivo, in lavorazione, dell’acciaio e della pressatura soffice con raccolta ad ottobre inoltrato. Tutte le aziende, i cui produttori erano presenti, sono a conduzione familiare ed hanno vivamente manifestato l’intenzione di intraprendere un percorso che veda al centro un processo di integrazione nel settore marketing, per meglio affrontare le sfide che il mondo globale richiede. In rappresentanza del Circolo, insieme al sottoscritto, era presenta l’amica e collega Sommelier Lucia Cioffi che ha seguito e curato gli aspetti tecnici della degustazione.



Carmine Guida



GLI ASSAGGI

COLLI DI LAPIO
SENZA DUBBIO QUELLO CHE HA EVIDENZIATO MAGGIORMENTE IL CARATTERE DELLA GIOVINEZZA, NON SONO CERTO QUESTI, GLI ANNI MIGLIORI DELLA SUA VITA . RESTIO AL NASO, OFFRE UN BOUQUET MOLTO FINE MA COSI’ FITTO E CHIUSO CHE SOLO QUALCHE ANNO DI RIPOSO IN CANTINA POTRA’ TIRAR FUORI. RICONOSCIBILE SIN DA ORA INVECE LA NOTA TOSTATA DI NOCCIOLA ,TIPICA DEL VITIGNO. SORSO “BOMBA” PER L’INVADENZA IN TUTTO IL CAVO ORALE E SENSAZIONE TATTILE DI PUNTURE DI SPILLI, FRESCHEZZA ESPLOSIVA E PERCETTIBILE SAPIDITA’.

FEMIA
ALL’ESAME VISIVO NON RISULTA PERFETTAMENTE LIMPIDO PER PRESENZA DI LIEVE DEPOSITO SUL FONDO DEL BICCHIERE, GIUSTIFICATO POI DALL’INTERVENTO DEL PRODUTTORE CHE HA SPIEGATO LA SCELTA DI NON FILTRARE IN FASE DI VINIFICAZIONE. NASO FRUTTATO DI FRUTTI A POLPA GIALLA ED ESOTICA, RICONOSCIBILE LA BANANA. SORSO INVITANTE, IN EQUILIBRIO TRA MORBIDEZZA E FRESCHEZZA, PIACEVOLE CHIUSURA SALINA.

NICOLA ROMANO
PAGLIERINO SPLENDENTE, NASO PIACEVOLE DI SENTORI AMALGAMATI TRA DI LORO, FRUTTI E FIORI BIANCHI, ANCHE QUI UN BOUQUET STRETTO STRETTO CHE DEVE ANCORA SBOCCIARE. ANCHE QUESTO E’ UN VINO “PREMATURO” : CONCEDIAMOGLI IL SUO TEMPO. SORSO PIMPANTE ED ENERGICO. DA RIPROVARE TRA QUALCHE ANNO.

ROCCA DEL PRINCIPE
PAGLIERINO CARICO NEL COLORE, RADIOSO PER LUMINOSITA’. SI DIFFERISCE DA TUTTI PER PERCETTIBILI SENTORI DI PIETRA FOCAIA E SENTORI “SPEZIATI”. SORSO PIENO, FRESCO, MI SORPRENDE PER QUANTO RIESCA AD ESSERE ANCHE AVVOLGENTE IN BOCCA . HO PENSATO CHE POTESSE ESSERE QUELLO CON GRADAZIONE ALCOLICA TRA LE PIU A LTE. SAREBBE INTERESSANTE VEDERNE L’EVOLUZIONE.



TENUTA SCUOTTO
BELLO AL NASO, PULITO, RICONOSCIBILE LA PERA, SENTORI FLOREALI E DI LEGGERA MACCHIA MEDITERRANEA CON LE SUE ERBETTE AROMATICHE. SORSO PIACEVOLE, BELLA FRESCHEZZA, MOLTO COERENTE TRA NASO E BOCCA. FINE.

DE MARIA
ANCHE QUI, ALL’ ESAME VISIVO NITIDO E LUCENTE. NASO VARIEGATO, FRUTTATO DI AGRUMI, A TRATTI ANCHE ESOTICO, RUFFIANA LA NOTA DOLCE CHE FA CAPOLINO SUI SENTORI DI FRUTTI FRESCHI, FORSE MIELE…UN’ ACCATTIVANTE CONTRAPPOSIZIONE …OTTIMA LA FRESCHEZZA.

FILADORO
BRILLANTE ANCH’ESSO NEL SUO TIPICO COLORE PAGLIERINO. NASO AMMALIANTE, FRUTTATO CON RICONOSCIMENTI DI MELA, FLOREALE ED ERBACEO CON PIACEVOLI SBUFFI DI FIENO. SORSO FRESCO ED ELEGANTE.

FEUDO APIANO
PAGLIERINO CARICO, LUMINOSO ALL’ESAME VISIVO. ALL’OLFATTO, FRUTTATO DI FRUTTI A POLPA GIALLA, NASO DIVERSO, PROBABILMENTE ANCHE PER I LIEVITI UTILIZZATI. IL PRODUTTORE HA SPIEGATO CHE ADOPERA LIEVITI SELEZIONATI A LAPIO DAL PROF. MOSCHETTI .PERSONALMENTE HO RISCONTRATO DELLE SIMILITIDINI RICONDUCIBILI AI VINI NATURALI. SORSO MODERATO, PIACEVOLE E BEN EQUILIBRATO TRA IL FRESCO E IL SAPIDO.



Lucia Cioffi Enoteca Lucia in San Martino Valle Caudina (il Salotto Sensoriale)

venerdì 22 marzo 2013

VERTICALE ETICHETTA BRONZO

ETICHETTA BRONZO, IL FALERNO ..... IN VERTICALE

Nel rituale incontro degustativo del Circolo della Degustazione,tenutosi lo scorso 28 novembre 2012, abbiamo effettuato una verticale di "Etichetta Bronzo" dell'Azienda Masseria Felicia. Questo vino Falerno del Massico rosso DOC, ottenuto con un blend di uve Aglianico e Piedirosso, è stato degustato stappando le annate 2001-2002-2003-2004-2005.



Diciamo in partenza che l'Azienda Masseria Felicia con la sua filisofia enologica data dall'amore per la vigna e per la terra che l'accoglie, per le sue tecniche di vinificazione rispettose del prodotto di origine, ha ben presto ottenuto vini che le hanno permesso di insidiare il monopolio, per quanto riguarda i vini Falerno, delle Aziende Moio e Villa Matilde.
Questo improvviso ma meritato successo non ha influito sul lavoro della famiglia Brini che ha saputo mantenere modestia e perseveranza, virtù che caratterizzano molte aziende di successo, che nonostante i riconoscimenti, mantengono serietà e metodo di lavorazione e che nel frattempo si impegnano a migliorare seguendo la strada della conoscenza e dell'approfondimento al fine di fornire il miglior prodotto possibile nel rispetto del naturale frutto d'origine.



Tutte le annate dell' "Etichetta bronzo" sono degne di essere considerate un Falerno autentico, contadino, nella migliore eccezione del termine, che nasce da un'ottima materia prima curata in vigna grappolo per grappolo. In breve è un vino che da il meglio di sè nel tempo.

Annata 2001 (acquistata nel 2008 presso l'Azienda).
Questo Falerno si caratterizzaa per l'inconsueta ma sostenuta freschezza che accompagna l'esuberanza del frutto. E' un vino non facile: robusto, ruvido, caldo, avvolgente che richiede piatti di altrettanta struttura. Di colore granato, consistente e limpido. Nitidi e puliti i profumi con inizio floreale poi fruttato infine speziato. Si avvertono ciliegia, frutti di bosco, robusta speziatura, note balsamiche abbastanza marcate. E' abbastanza fresco, giustamente tannico, buona persistenza. E' un rosso importante adatto ad un lungo invecchiamento. Inaspettato uno stato di salute del vino a livelli eccezionali, ci ha sorpreso!



Annata 2002 (acquistato qualche anno fà in enoteca).
Di colore rubino scuro, limpido e molto consistente. Al naso rivela la sua grande generosità. Molto intenso, particolarmente complesso, offre note prevalenti di frutta rossa matura, di ciliegia, frutti di bosco, spezie dolci. Grazie alla rinfrescante acidità e alla vivacità dei tannini, ottimamente estratti, supera di slancio il rischio di risultare stucchevole. Un ottimo compagno per carni succose e sapide, per formaggi nobili e stagionati. Nonostante le risapute pecche dei vini rossi strutturati figli di quest'annata questo vino al momento non sembra soffrirne.



Annata 2003(ricevuto in regalo qualche anno fà).
Questo vino è il risultato di una annata calda, siccitosa e stressante per la vigna, vino già in fase discendente. Colore stanco. Profumo balsamico e di frutta surmatura. Alcool predominante. Gusto leggermente amaro forse dato dal castagno della botte. Anche se i tannini risultano smussati non vi è persistenza gustativa, per cui non riesce ad entusiasmare. Il problema è che nonostante la valida opera dell'enologo non si raggiungono risultati di eccellenza. Comunque qualche partecipante all serata lo ricorda in passato come un vino diverso e con molto più nerbo.



Annata 2004 (la bottiglia ci è stata omaggiata dalla stessa produttrice che ha preso parte alla serata insieme al marito), per questo motivo, forse, e risultato il campione della serata.
Anche questo vino, come il 2001, ha il suo valore aggiunto: la perfetta maturazione dei grappoli curati amorevolmente e scientificamente, tutti provenienti dai vigneti di proprietà. Profumi intensi ed abbastanza variegati di ciliegia, amarena, di frutti di bosco e con spiccati sentori balsamici. Al gusto è caldo, secco non troppo morbido alquanto sbilanciato sull'asse acido-tannico, caratteristiche dell'Aglianico. Persistenza gustativa discreta ma vibrante. Diciamo un vino piacevole, versatile, elegante, completo e facile da abbinare nonstante sia più giovane degli altri Falerno esaminati.



Annata 2005 (acquistata in enoteca).
Vino che si caratterizza per l'immediata, fruttata piacevolezza e l'esuberante giovinezza. Colore rubino carico con striature violacee, molto luminoso e consistente. All'olfatto si presenta con un fruttato molto ampio:dalla frutta rossa matura (ciliegia-melograno) a note di cacao con sottofondo balsamico. Dalla trama alquanto fitta è un vino abbastanza equilibrato anche se qualche astringenza ci conferma che è giovane ma che promette bene per gli anni a venire. Abbinamento con carni rosse, sanguigne e sapide, e formaggi stagionati del nostro territorio: caciocavalli maturi e pecorini di annata.



(Redatto da MdV)

giovedì 14 marzo 2013

IL CIRCOLO DELLA DEGUSTAZIONE

COS'E' IL CIRCOLO DELLA DEGUSTAZIONE

Il Circolo della Degustazione nasce verso la fine del 2007, idealmente, grazie ai primi incontri degustativi tra vari amici dagli interessi comuni per l'EnoGastronomia e il buon vivere. Nell' ideale dei partecipanti ai primi incontri, vi era l'intenzione di dar vita ad un aggregazione di persone che si muovesse alimentata dalla sola passione. Tale intenzione quindi per restare lontani dai meri scopi associazionistici e commerciali. Col passare degli anni le presenze umane sono state molteplici affinatesi poi con il passar del tempo. Si era partiti in una decina tutti Sommelier appartenenti all'AIS, si è poi arrivati a coinvolgere componenti di diverse Associazioni come la FISAR l'ONAV e SLOWWINE per quanto riguarda il vino, SlowFood per quanto riguarda il cibo, l'ONAF Assagiatori di formaggi, l'ANAG Assaggiatori di distillati e finanche gli Amici della Dolce Vita cultori del fumo lento. Quindi un degustare senza limiti e soprattutto senza bandiere. A tutti gli incontri che si sono succeduti abbiamo avuto come ospiti, oltre che vari componenti delle Associazioni menzionate, in primis consumatori eppoi produttori, tecnici, docenti, venditori e varie altre figure legate al mondo dell'enogastronomia. Per tutto ció che si è fatto negli anni passati non si era mai realizzato un qualche cosa che raccogliesse tutte le singolari esperienze di ognuno dei componenti o degli ospiti ma nel primo incontro di quest'anno si è pensato, da parte di tutti i componenti attuali, di creare e gestire questo blog. Quindi per aprire le nostre porte a chi vorrà seguirci nelle nostre scorribande degustative e sensazionali abbiamo voluto descrivervi come è nata l'idea. Il Circolo della Degustazione

lunedì 18 giugno 2012

Profilo personale su Amici della Dolce Vita

Nato a Caserta 42 anni fa, da famiglie di origine dedicate all’agricoltura, tra tabacco e viti. Poi l’incontro con la moglie dalle medesime origini e virtù. E’ proprio da questi presupposti che nasce la passione per quei profumi terragni che nello Stortignaccolo rivivono. Prima Sommelier con l’AIS poi degustatore di formaggi, maestro assaggiatore con l’ONAF, poi ancora maestro assaggiatore di Grappe e Acquaviti con l’ANAG della quale Associazione è delegato per Caserta e Provincia. Poi il buon cibo al di là di Associazioni e credenze ma alla costante ricerca delle delizie “naturali” che particolarizzano le nostre terre. Ad accorpare tutte le passioni e le specializzazioni nel 2007 nasce, con un altro amico appassionato, “Winevent” e più tardi il “Circolo della Degustazione” definiti dagli stessi fondatori e appartenenti, “sfizi” senza scopo di lucro, per ora, con i quali insieme ad altri appassionati si condivide l’arte del vivere bene. Insieme agli stessi amici si tende a valorizzare tutte le eccellenze a partire dalla nostra “Terra di lavoro” sino ai confini del globo terrestre...




Salvatore LANDOLFO

sabato 20 novembre 2010

Sigaro Toscano abbinato ai Tè di Tea Teq .....degustando con lentezza.....

Giornata uggiosa, ci incamminiamo verso Avellino, con l'amico di tante degustazioni Michele. 
Ad accoglierci per strada gli amici Gaetano e Roberto che ci portano al "Tea Teq" dove dovrò guidare una degustazione che vedrà protagonisti in abbinamento il Sigaro Toscano ed alcuni Tè.
Ad accoglierci al locale c'è Rosa, che Michele ed io non conoscevamo prima d'ora. A dispetto dei marmi luccicanti e delle vetrine stile nuovi centri commerciali, entrando in questo locale si ha la sensazione, soprattutto olfattiva, di essere in un orto botanico per i meravigliosi effluvi che giungono dai tanti contenitori di vegetali.
Pian piano Rosa ci concede il suo sorriso ed il suo sapere ed eccosi aprire uno scrigno gelosamente e sapientemente custodito. Rosa ci tiene a precisare:<< questo non è un "Caffè" dalle consumazioni fugaci, chi entra qui lo fa per trascorrere "con lentezza" un po di tempo e degustare qualcosa che ha una storia e quindi un anima>>.
Ci si accorda con Rosa per gli abbinamenti, per fare ciò, ad uno ad uno Rosa ci fa annusare tutti i suoi tè quindi con l'imbarazzo della scelta decidiamo.
Ecco gli amici e gli avventori più curiosi arrivare ed effettivamente la cosa appagante da notare e che nessuno va di fretta e quest'aria di calma diviene stimolo di interessanti conversazioni.
Si parte con il Sigaro Toscano Antica Tradizione, che nonostante la presenza di altri prodotti da degutare durante la serata, e quindi di parecchio tempo da dedicare alle nostre degustazioni, propongo di fumare alla "Maremmana", cioè intero, con la "Teoria dei terzi" che in un altro post spiegherò.
"Primo terzo" abbinato ad un tè cinese verde aromatizzato con ginger, scorza d'arancia e menta accompagnato da biscotti "Matcha" che  tra gli ingredienti hanno il tè verde giapponese ridotto in polvere.
L'abbinamento risulta intrigante, la bocca rimane pulita con una leggera piacevole nota di menta, il sigaro esalta le sue tipicità.
Stiamo per entrare lentamente nel vivo della fumata "secondo terzo" e qui ci vuole qualcosa di corpo ed intensità, tè pu-ehrt nero, invecchiato e pressato,  antica tecnica per conservare gli aromi anche quando sottoposto a lunghi viaggi. La pressatura di questo tè veniva in passato fatta a mano pressando le foglie con acqua di bollitura del riso che fungeva da collante, a quei tempi su queste "tavolette di tè pu-ehrt" ogni famiglia apponeva lo stemma della propria casata. La preparazione oltre a vari rituali manuali prevede l'impiego esclusivo di acqua con basso ph.
Durante la degustazione e l'abbinamento risultato perfetto Rosa ha paragonato questo tè ad un grande Barolo d'annata, cioè questo tè in cina viene degustato come noi occidentali facciamo con un grande vino. A quadrare il cerchio un biscotto arabo alle mandorle con cannella e limone prodotti anche questi artigianalmente da Rosa.
Lentamente arriviamo al "terzo terzo" che per la sua intensità viene solo abbinato ai nostri amichevoli discorsi.
La degustazione continua ed in una "verticale all'inverso" passiamo al Toscanello Scelto abbinato ad un "classico" Lapsang di Suchon (regione cinese) affumicato su aghi di pino, ottimo prodotto per combattere il colesterolo.
Al primo approccio degustativo, il tè, con la resinosità datagli dall'affimicatura di pino, avvolge la bocca e prevale sulla fumata che però entrando nel pieno della sua vigorosità, verso la metà, completa questo connubio degustativo, anch'esso soddisfacente e pulito.
...e poi...... la piacevolissima serata volge verso il termine, per chiudere Sigaro Toscano Aromatizzato al Cioccolato Fondente abbinato ad un tè aromatizzato al cioccolato accompagnati entrambe da un ottimo dolce al cioccolato con cocco e noci anch'esso di produzione artigianale.
Ringraziando Rosa per averci aperto il suo Scrigno e le Manifatture Sigaro Toscano per i suoi splendidi prodotti, e Michele per i suoi appunti, abbiamo passato una serata che per la piacevolezza, cultura e lentezza difficilmente potrà ripetersi.


Salvatore LANDOLFO

giovedì 28 ottobre 2010

Il rito dell’accensione

“Il vuoto e poi
ti svegli e c’è
un mondo intero
intorno a te”

Quando Sarai Grande – Edoardo Bennato – Burattino senza fili (1977)


Accendere un Sigaro, in particolare l’amato stortignaccolo, è un rito e come tale va vissuto gustandosi tutti gli attimi con la dovuta lentezza.
Aperto l’Humidor, scrigno dei desideri fumosi, ed afferato il prescelto lo si sveste lentamente dal suo cellophane per percepirne gli effluvi aromatici, mentre si sfila la fascetta distintiva lo si tasta per verificarne al tatto umidità e compattezza.
Lo si afferra tra indice e pollice per un lato e lo si porta all’orecchio e facendolo ruotare si coglie il suo stato di essiccazione, poi lo si avvicina al naso per godere delle sfumature odorose più intrinseche.
…. e adesso ….. se tutti i passaggi precedenti ci hanno soddisfatto e lo riteniamo degno compagno di un meritato scorcio di lentezza lo accendiamo, rigorosamente tra le dita ruotandolo su un fuoco proveniente da un legnetto delicatamente si aspira e quando la corona è uniformemente rubescente ……… si liberano lo sguardo ed i pensieri.



Salvatore LANDOLFO

domenica 17 ottobre 2010

Incontro tra due neonati – Toscanello Scelto e Grappa Barricata di Fiano

Un pomeriggio uggioso di Ottobre, in visita alla distilleria Antonellis, dell’amico Paolo Antonellis, abbiamo avuto il piacere di esser partecipi prima alle spiegazioni del proprietario su come nascono i suoi prodotti in particolare di quanto bisogna esser “lenti” cioè pazienti affinché il prodotto sia qualitativamente di eccellenza. Poi si e’ passati agli assaggi Paolo ha lasciato a me la scelta, io già conoscevo quasi tutti i prodotti, e per far degustare le particolarità e lo stile di questa distilleria ai miei amici presenti, Luciano e Michele, ho scelto la Grappa Barricata di Fiano e la Grappa “Giovane” di Aglianico. Versata la prima per i suoi sentori classici del vitigno d’origine ed il presente sentore di miele e camomilla e altre erbe officinali, presenti già nelle vinacce fatteci annusare dai silos di conservazione, mi ha riportato alla mente un possibile abbinamento con il sigaro Toscanello Scelto degustato la sera prima, anch’esso in anteprima, con l’amico Pasquale con il quale eravamo convenuti sulla considerazione che era un bel prodotto pieno gustoso e persistente che si abbinava bene con distillati complessi dal punto di vista olfattivo gustativo e retro-olfattivo. Per questo prima di lasciare la Distilleria ho lasciato a Paolo qualche Toscanello Scelto e gli ho chiesto di farmi sapere cosa ne pensasse di questo abbinamento per ora frutto solo della mia fantasia, promettendogli di fare lo stesso io e poi di confrontarci. La degustazione delle grappe si e’ conclusa con un classico “rito” degustativo dell’ANAG cioè quello di annusare i bicchieri vuoti precedentemente capovolti su un foglio di carta per poter cogliere al meglio i sentori del prodotto d’origine.
A presto per parlare ancora di questi prodotti e per svelare come si sono comportati in abbinamento.

Salvatore LANDOLFO