sabato 31 gennaio 2015

... a casa di Paola

Nata negli anni ’80 tra le splendide colline di S. Giovanni e Paolo (Caiazzo), l’azienda agricola Alepa è condotta oggi da Paola Riccio, con la consulenza del vulcanico enologo, Maurizio De Simone. Alepa produce e imbottiglia pallagrello bianco e nero, falanghina, greco, e cabernet sauvignon.
 L’idea di questa degustazione è nata da una  piacevole visita aziendale con degustazione di Winevent a "casa di Paola" che vive e lavora tra le vigne.
In degustazione  Santojanni 2011 (falanghina e greco), Riccio Bianco 2011 (pallagrello bianco), Riccio Nero 2009 (pallagrello nero), Privo 2012 (cabernet sauvignon senza solfiti)in abbinamento con grandi formaggi campani.
 Anche la musica avrà la sua parte con la performance della pianista Imma Ferrara Perrotta. Sperando in una sorpresa gastronomica ad opera  della padrona di casa, la serata si concluderà con la degustazione del  "gioiello" di casa Alepa:Maria Carolina 2011 (pallagrello bianco affinato in tonneaux di rovere, soltanto 600 bottiglie l'anno) abbinato al  sigaro Toscano.

Dove: Azienda Agricola Alepa, SS. Giovanni e Paolo (Caiazzo) , Via Barraccone T.0823 862755 www.alepa.it
venerdì 13 febbraio ore 20,00 quota di partecipazione € 20,00 p.p.info@winevent.it 347 5613834 - 339.2898732




Salvatore LANDOLFO

giovedì 15 gennaio 2015

Ciao Antoine, non dimenticare i nostri progetti!

Sconcertato, Annichilito, Inutile.
Stamattina non trovavo un senso a ciò che leggevo sulla pagina Facebook di Gerardo VERNAZZARO. Antoine, ma chi Antoine, il pensiero è andato subito a Lui. Dopo qualche minuto la conferma e lo sconforto. Non sapevo del suo malanno che qualche amico comune mi ha riferito che aveva scoperto solo qualche mese fa.
Gerardo nel suo saluto lo accosta a Pino col quale aveva in comune l'estro e l'irriverenza costruttiva.
Con lui ci siamo fatti grandi chiacchierate senza aprir bocca, con lui parlavamo senza secondi fini dei suoi prodotti e di quelli degli altri con lui si parlava di eventi da organizzare con quel connubbio da lui e da me tanto amato tra Vino e Fumo Lento.
L'ho incontrato l'ultima volta all'inaugurazione del Club di Winefredane con gli amici comuni Marco Trasente e la Sommelier Paola De Stefano e come sempre mi aveva "giocosamente cazziato" per non aver avuto mai la forza di andarlo a trovare per una giornata lenta fra buon cibo, vino e il nostro amato stortignaccolo con l'amico comune Raffaele Troise.
Mi sento fuori luogo a parlar di lui ma per me sarà sempre una di quelle persone curiose che voleva capire e spiegare il perchè di tante cose e dalla genialità interpretativa del suo lavoro.
A presto Antoine per godere di ciò che ci eravamo promessi e che un giorno realizzeremo!

Salvatore LANDOLFO

lunedì 12 gennaio 2015

VISITA AZIENDA ALEPA - 10 GENNAIO 2015

VISITA AZIENDA ALEPA (di PAOLA RICCIO) 10 GENNAIO 2015


Riprende l’attività del Circolo della Degustazione con le visite presso i produttori.

Il 2015 si apre con una visita ad un’amica (Paola Riccio) dell’Azienda A.le.pa. sita in località S.Giovanni e Paolo a Caiazzo in provincia di Caserta. L’Azienda, sita sul versante destro del Volturno, gode positivamente di un microclima influenzato sia dagli influssi collinari che da quelli salmastri provenienti dal mare che risale il corso del fiume.

Accolti dalla padrona di casa che ci racconta di come ha “modulato” la creazione di quest’Azienda che in proprio vinifica ciò che i 3 Ettari di proprietà producono come uve. A tale produzione va aggiunta una parte di Pallagrello Nero conferito da produttori seguiti dalla stessa Azienda.

La Casa

Il vigneto 



L’Azienda nasce negli anni ’80 per produzione familiare e vengono impiantate 4 tipologie di uve, precisamente Aglianico e Cabernet come uve a bacca rossa, mentre per quelle a bacca bianca si impiantano Falanghina e Greco. Dopo un periodo di produzione familiare e di conferimento a terzi, con l’arrivo del nuovo millennio, si decide di vinificare in proprio con ottimi risultati con due vini molto rappresentativi il Santojanni, blend delle 2 uve bianche e il Palenio, blend delle 2 uve rosse.
Dopo questa promettente fase iniziale si passa ad una ricerca di identità del territorio, la stessa Paola decide di impiantare l’autoctono  Pallagrello Bianco.





Oggi l’Azienda con le proprie uve e con un minimo di conferimento, del solo Pallagrello Nero, produce circa 14000 bottiglie, nelle annate dove la terra e il clima donano un frutto integro, per esempio si è discusso con la Patron di un calo di produzione nell’ultima annata (2014) dovuto alle non clementi condizioni meteo ed alla peronospora (malattia che flagella i vigneti).
Chiacchierando sulle produzioni e sui nuovi obiettivi dell’Azienda, tra i quali l’interessante con la cucina de “Il Cuoco Galante” di Napoli che abbinando i vini dell’Azienda A.le.pa. proporrà una cena con piatti d’epoca.


Accolti nella casa immersa tra i vigneti di produzione iniziamo la degustazione dei vini aziendali.

Sanojanni 2011 (blend Falanghina e Greco) 14%Alcool messo in bottiglia già da un anno prezzo in enoteca 9€. Colore Giallo oro vivace, al naso molto minerale (greco) con sfumature floreali e fruttate (falanghina), in bocca arricchisce il corredo aromatico con la sapidità che la fa da padrona ed allunga la durata del sorso, lieve retrogusto di frutta esotica.


Riccio Bianco 2010 (Pallagrello Bianco) 14%Alcool imbottigliato nel 2011. Prezzo enoteca 14,5€. Colore Giallo oro scarico vivace, al naso fruttato fresco con sfumature floreali ed erbacee, in bocca vivo con acidità ben conservata (fattore che purtroppo nel Pallagrello bianco dopo qualche anno si perde, non è il caso di questo vino).


Due grandi bianchi, con qualche amico si rifletteva sul fatto che per noi sommelier potevano essere due vini molto didattici, il primo per rappresentare la sapidità, il secondo invece per l’acidità, due parametri difficili da separare in degustazione. Poi per il colore che in altri contesti avrebbe denotato vini già avanti con l’età che invece in questo caso ha dato maggior interesse per quello che hanno donato all’olfatto ed al gusto.

Casa di Campagna ( blend Pallagrello Nero e Cabernet di varie annate) 13%Alcool. Prezzo enoteca 10€. Rosso rubino con unghia violacea, impenetrabile (vino non altamente filtrato) , naso di frutta rossa croccante, gusto pieno di nerbo e vivace.



Maria Carolina 2011 (pallagrello bianco barricato tra rovere e castagno) 14,5% prezzo in enoteca 25€, complimenti per questa chicca enologica di “Terra di Lavoro”! Da sempre, e come detto in precedenza, si sa che il Pallagrello Bianco ha scarsa acidità che spesso si rileva nei vini con espressioni olfattive e gustative piatte, che in questo caso verrebbero amplificate dal passaggio in legno, invece, questo vino, alla vista con un giallo oro carico, sia al naso che al gusto donano grande interesse. All’olfatto di frutta e fiori “avazati” ma con una leggera spalla acida che lo sorregge e contrasta l’alcol e con gusto speziato dolce ed un retrogusto finale donato dal castagno quasi legnoso e qui si sono sbizzarriti tutti con abbinamenti di un certo rilievo anche con formaggi stagionati, io lo abbinerei ad un buon sigaro sud americano (non fermentato) o addirittura ad un Toscano Soldati o un Toscano Antica Tradizione (fermentati).



Riccio Nero 2008 (pallagrello Nero che ha sostato per 2 anni in tonneaux) 13%Alcool,  uve conferite,  15€ in enoteca. Qui purtroppo per noi i sensi erano già un po’ inebriati ed appesantiti dai vini precedenti, comunque vino elegante nonostante la bassa filtrazione ed un colore cupo. Vino, che purtroppo per il nostro stato, invita al secondo ed anche al terzo sorso. Nonostante l’età  pieno di nerbo sia al naso con note fruttate, floreali ed anche speziate, in bocca buona spalla acida vino equilibrato compagno ideale per piatti eleganti non troppo strutturati.



Privo 2012 (cabernet) 23 € in enoteca, questo vino vuole essere l’espressione della politica aziendale, come dice il nome stesso privo di qualsiasi tecnica spinta sia in vigna che in cantina ne fa un vino massima espressione del frutto per tutti i sensi  con l’unico “difetto” la longevità, ma basta saperlo, non può essere un vino longevo non per mancanza della bontà della materia prima e della lavorazione, ma al giorno d’oggi sappiamo benissimo che vini senza trattamenti specifici sono molto sensibili a tutti gli agenti esterni che ne inficiano la durata. Comunque allo stato attuale bell’esperimento.  Il termine Privo fondamentalmente dovuto al non utilizzo di solfiti durante il processo di lavorazione ed in nessun’altra fase.



E poi ….. per un incontro protrattosi per più di 2 ore oltre l’orario prestabilito via a selfie ed alle impressioni sui social network ed alla progettazione di nuovi eventi allargando il numero dei partecipanti e per concludere un Grazie a Paola ed alle splendide terre dalle quali provengono i suoi nettari.


Si è chiusa la splendida visita con un assaggio da silos dell'annata 2011 di cabernet in purezza e con un Riccio Nero annata 2009.




Gaetano ed Imma Scognamiglio
Luciano Lombardi
Carmine Guida
Alessandro Schiavone
Salvatore LANDOLFO (che ha  redatto  il Post)

…. e Paola RICCIO


venerdì 5 dicembre 2014

Riparte il Circolo della Degustazione.

Ieri Giovedì 4 Dicembre ci siamo reicontrati.
Serata proficua per riproporre tutti le nostre fantasie e critiche enoiche e non solo. Partendo dalle macerie di ua serata partita male ...... con l'aiuto dell'Amico ristoratore Giuseppe Russo in arte "Peppone" del Bistrot / Ristorante PROSIT di Caserta gestito con il supporto della moglie e del fratello.
Delizie gastronomiche tra tartufi e ragù di cappone innaffiati da Pinot Nero di Luis Jadot Borgogna ed un interessante Cabernet Israeliano.
I progetti innumerevoli ma un punto ben fisso che ha sempre contraddistinto i partecipanti scoprire novità emozionanti dal punto di vista Gastronomico, Enologico e di Fumo lento, a coadiuvare le idee l'instancabile Peppone che con la riproposizione del suo "Prosit" ci darà possibilità di mettere in pratica tutto ciò.
Quindi rimanete collegati e se volete proponetevi per idee degustative.



Salvatore LANDOLFO

venerdì 14 febbraio 2014

Brunello di Montalcino 2001

Enoteca Lucia - Salotto Sensoriale                                        S.Martino Valle Caudina (AV), 13/2/2014


Stasera la patron Lucia ci ha invitati aD un approfondimento sul Brunello uno dei vini più famosi al mondo ottenuto da uve Sangiovese. Due i vini presi in esame dell'annata 2001 delle aziende Casanova di Neri e Lisini.

Il primo leggermente ridotto al naso appena versato. Alla vista trama fitta anche se penetrabile, al naso peccato che si percepisca anche se marginalmente questa riduzione ma lo speziato di caffè, cioccolato e picchi di alcool e acidità. In bocca recupera ciò che aveva perso al naso ampio in stile brunello buona tannicità, caldo ma con una spalla acida significativa di corpo imponente e appagante. un vino che definirei per paragoni cinematografici "Pulp Fiction" ma una volta rimessi in ordine i pezzi degustativi di indubbia qualità. Ci siamo ripromessi di trovarne qualche altra bottiglia per riassaggiarlo, al momento ne è sprovvista anche l'azienda.




Il secondo un vino molto equilibrato e pulito in tutte le fasi degustative. Alla vista vivace nonostante i 13 anni, trama meno fitta ma senza sbavature, nonostante l'età non raggiunge ancora il granato. Al naso un leggero fondo floreale, imponente fruttato e speziato, leggero minerale, adeguata pungenza data dagli acidi e dall'alcool. In bocca caldo e morbido bilanciato da acidità e carica tannica non invadente, leggerissima sapidità corpo importante.




Abbiamo chiuso la serata con un piatto preparato dalla Patron: Maialino con Castagne e con stuzzicherie varie e con un altro vino in abbinamento, meno importante, che non ricordo neanche quale sia ma che ha fortificato nelle nostre papille l'importanza dei 2 brunello degustati in precedenza.

Salvatore LANDOLFO


foto winesearch.com

martedì 28 gennaio 2014

Vino e Comunicazione

..... proprio adesso leggevo di una verticale per me "modesta" fatta di vini di pregio ma ancora reperibili sul mercato ......
I lettori risultano da statistiche innumerevoli.
La stessa degustazione in verticale con gli stessi vini più datati, aperta al pubblico, l'abbiamo fatta noi,  2 anni fa, in un Enoteca Storica del Territorio e con gli stessi addetti aziendali......
.... ma l'annata dalla quale loro son partiti era la nostra di chiusura .... ma la "piccola annata", vero must per questa casa, non l'hanno degustata ....
Beh la conclusione è questa: io non sarò mai un bravo comunicatore anche se ..... metterò sempre il naso nel bicchiere.

Salvatore LANDOLFO

lunedì 27 gennaio 2014

Cheese Cake

E' Domenica.
In tempi passati, quando le usanze diventavano regole! Quando le famiglie si riunivano la domenica a pranzo! Quando i nonni erano i nonni dai quali attingere a piene mani! Quando anche i più ribelli tentavano il dialogo! Si quelle cose che ormai si vedono solo al Cinema o nei più dispersi entroterra.
La Domenica, con queste usanze per me che le osservavo con piacere, è stato sempre il giorno del Dolce a pranzo. Ho sempre degustato le più prelibate ricette casalinghe, prima grazie a mia madre, ora grazie a mia moglie.
Ormai da un ventennio ci pensa lei, mia moglie Clementina, a realizzare i manicaretti più particolari per soddisfare i miei desideri culinari, alternata a mia madre e ultimamente anche a mia sorella, chi l'avrebbe mai detto, che quando pranziamo nel giorno di festa da loro, si cimentano.
Questa domenica è toccato a mia moglie che ha preparato un dolce che nella nostra cultura culinaria è stato importato da oltremanica: La Cheese Cake. Realizzata nell'accezione più semplice e con ingredienti molto "casalinghi" senza ricorrere a particolari misture o artifizi.

Salvatore LANDOLFO

(CONTINUA, DOPO LA FOTO C'E' LA RICETTA)

 
Cheese cake all'Arancia

La ricetta e la sequenza da rispettare:

Per la Base:
Polverizzare 150 grammi di biscotti ai cereali senza presenza di uova, latte o altri "amalgamanti".
Unire 100 grammi di burro fuso disciolto a bagno maria.
Amalgamare bene e porre il composto ottenuto per 30 minuti in frigo passati i 30 minuti prendere il composto e, dopo aver imburrato una teglia da forno con alto spessore, adagiarlo pressando ricoprire tutte le pareti anche quelle verticali. Riporre la base di nuovo in frigo e preparare il composto per la farcitura centrale.
Per la Farcitura:
450 - 500 grammi di ricotta (vanno bene tutte le tipologie del formaggio, mucca, pecora meglio ancora bufala, dipende dai gusti) la variabilità del peso è dovuta alla consistenza della ricotta più e soffice più se ne mette (attenzione a non esagerare).
2 Uova intere (le uova vanno aggiunte alla ricotta una alla volta facendo attenzione ad inserire nel composto la seconda quando la prima è completamente assorbita ovviamente starete girando il tutto con un cucchiaio e senza eccessivo vigore.
100 grammi di zucchero aggiungere al composto sempre mescolando.
Attenzione smettere di mescolare quando il composto sarà liscio ed omogeneo senza grumi.
A piacere tutto il composto può essere insaporito con Vanillina (1 bustina), uvetta ammollata in qualche distillato, scorzette tagliate finemente di agrumi o addirittura cioccolato finemente tritato.
Versate il composto all'interno della teglia con base.
Riporre il tutto in forno a 170 °C per 40-45 minuti .
Dopo la cottura riporre di nuovo in frigo.
2 ore prima di servire guarnire con marmellata o altro tipo di conserva di frutta.
Consigli: non usare il frullatore se non per sminuzzare i biscotti.
La teglia può essere di quelle in alluminio monouso, da tagliare con forbici da cucina prima di impiattare. Oppure utilizzare, a posto del burro per imburrare, carta forno.

Sembra finita

Clementina DE FELICE e ....... Salvatore LANDOLFO (supporto tecnico e di palato)